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	<title>Serena Stangherlin &#8211; Noi La Civica</title>
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	<description>Castelfranco Riparte</description>
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	<title>Serena Stangherlin &#8211; Noi La Civica</title>
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		<title>Anni di attesa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Serena Stangherlin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Nov 2022 18:00:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[“A Castelfranco stiamo procedendo con opere attese da tempo. Dalle rotatorie al sottopassaggio di Campigo” afferma il Sindaco Marcon in un’intervista di qualche giorno fa sul Gazzettino, commentando le dimissioni dell’Assessore ai Lavori Pubblici.&#160; Curioso, se pensiamo a quanto (non) abbiano risolto le tante rotonde realizzate senza uno studio accorto e sistemico della viabilità e [&#8230;]]]></description>
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<p>“A Castelfranco stiamo procedendo con opere attese da tempo. Dalle rotatorie al sottopassaggio di Campigo” afferma il Sindaco Marcon in un’intervista di qualche giorno fa sul Gazzettino, commentando le dimissioni dell’Assessore ai Lavori Pubblici.&nbsp;</p>



<p>Curioso, se pensiamo a quanto (non) abbiano risolto le tante rotonde realizzate senza uno studio accorto e sistemico della viabilità e che, per quanto riguarda il sottopasso, sono più di dieci anni che ne aspettiamo la realizzazione da parte di RFI e della Regione. </p>



<p>In questo secondo caso, curioso, quindi, sia perché l&#8217;opera non è di competenza diretta del Comune sia perché l&#8217;assessore ai Lavori Pubblici non ha mai voluto disturbare troppo gli amici leghisti in Regione, né per sollecitare l’avvio dei lavori né, prima, per mettere sul tavolo le osservazioni che cittadini e comitati hanno presentato più e più volte ai propri rappresentanti in Consiglio Comunale. </p>



<p>Eppure, queste osservazioni al progetto e al Piano Generale del Traffico Urbano, se accolte, avrebbero permesso di realizzare un’opera maggiormente integrata all’esistente, nel rispetto del tessuto urbano e della necessaria connessione centro-frazioni, oltre che a più basso impatto ambientale. (Si veda, in foto, dove passerà la nuova strada che collegherà via Larga con via Brugnari).</p>



<p>Di fatto, fra non molto, vedremo concretizzarsi il sottopasso, con le sue uscite, le bretelle di collegamento e l’ennesimo spezzone di ciclabile.  Allora sarà chiaro che la realizzazione di quest’opera non è solo questione di qualche minuto di tempo guadagnato dai singoli cittadini – perché finalmente non dovranno più sostare al passaggio a livello –, ma di anni persi in proclami e dichiarazioni fuorvianti a Castelfranco, mentre a Venezia, dove serviva parlare e fare l’interesse del territorio, consiglieri regionali, presidenti di provincia, assessori ai lavori pubblici e sindaci di Castelfranco – tutti targati Lega – hanno sempre taciuto e aspettato. Aspettato di toccare con mano le criticità per poi, forse, farsene carico.</p>



<p>Perché il sospetto è che, a breve, ci metteremo più di quanto ci impieghiamo oggi per raggiungere Castelfranco da Campigo, che sia con mezzi a motore o – per i più temerari – a piedi o in bicicletta. E che il traffico, e dunque l’inquinamento, non diminuiranno, così come non diminuirà la pericolosità della tratta.</p>



<p>Per queste ragioni, Noi chiediamo che l’Assessore ai Lavori Pubblici – guarda caso, attualmente, il Sindaco e Presidente della Provincia in persona – oltre a evitare inutili uscite trionfalistiche a mezzo stampa, ascolti le proposte che sono arrivate da più fronti anche in questi ultimi mesi per ripensare la viabilità sud di Castelfranco. Come quella di valutare il collegamento con la variante alla SP19, che Resana sta ultimando, al fine di spostare il traffico pesante fuori dai centri abitati di Campigo e di Salvatronda, e quella di definire al meglio fin da ora il completamento del collegamento ciclopedonale centro-frazione.</p>



<p>Inoltre, lo invitiamo a riprendere con gli incontri pubblici nei quartieri e nelle frazioni, per rendere conto dell&#8217;operato di questa maggioranza ai cittadini e, chissà, per ascoltarli. </p>
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		<title>Salvatronda e le frazioni di Castelfranco</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Serena Stangherlin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jun 2022 11:06:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[Potremmo cominciare parlando di Salvatronda, e non solo per le vasche per i liquami che, da quanto spiegato dal tecnico incaricato, l&#8217;allevamento suinicolo di cui si parla in questi giorni deve realizzare per adeguarsi alla normativa vigente e, dunque, nell&#8217;interesse pubblico, per migliorare la situazione attuale sul fronte della tutela dell’ambiente e della salute, nonché [&#8230;]]]></description>
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<p>Potremmo cominciare parlando di Salvatronda, e non solo per le vasche per i liquami che, da quanto spiegato dal tecnico incaricato, l&#8217;allevamento suinicolo di cui si parla in questi giorni deve realizzare per adeguarsi alla normativa vigente e, dunque, nell&#8217;interesse pubblico, per migliorare la situazione attuale sul fronte della tutela dell’ambiente e della salute, nonché delle emissioni di odori sgradevoli.</p>



<p>Sappiamo benissimo tutti che convivere con odori di un certo tipo o con un viavai di traffico pesante che percorre stradine di campagna incrementando disagi e pericoli, non piace a nessuno.</p>



<p>A monte, il punto è che piace ancora meno e non fa stare tranquilli l’avere amministratori poco attenti, quasi noncuranti dell’impatto di alcuni interventi sulla vivibilità di una zona e indifferenti rispetto al dovere che hanno di informare in tempo utile e in maniera corretta e trasparente i cittadini, di ascoltare le loro istanze e dare risposta alle loro preoccupazioni. </p>



<p>Insomma, ci è voluta un’interpellanza urgente di un Consigliere di maggioranza, informato all’ultimo di quanto si sta autorizzando, perché venisse fatta un po’ di chiarezza, e questa non è che l’ennesima riprova della scarsa capacità di questa compagine politica a trazione leghista di amministrare in maniera attenta, lungimirante e rispettosa dei cittadini. </p>



<p>Purtroppo, aggiungiamo, questo modo di operare è la regola ed è forse più evidente quando si parla delle frazioni di Castelfranco. Mercoledì sera, infatti, i residenti di Salvatronda, cogliendo l’occasione di questo incontro pubblico, hanno detto anche di non conoscere il progetto di riqualificazione della piazza – che è già definitivo e che oltretutto prevede l’eliminazione di una fetta di verde del cortile della scuola per fare spazio a parcheggi, come abbiamo evidenziato fin da subito chiedendo lumi all’assessore di comparto. Inoltre, hanno espresso preoccupazione per l’incremento di traffico che interesserà la frazione, considerando l’ampliamento del depuratore, se il Comune non si farà carico di studiare delle soluzioni. </p>



<p>Tema della viabilità, del traffico, della sicurezza stradale che guarda caso è il comun denominatore delle preoccupazioni anche dei residenti di altri quartieri e frazioni di Castelfranco: da Campigo a S. Andrea O.M, passando per Treville, e non solo. Perché è evidente che questi aspetti incidono in maniera importante sulla qualità della vita dei cittadini, ma è altrettanto evidente che l’amministrazione affronta questi temi con una certa inerzia e un certo fatalismo, e che la centralità delle frazioni nel progetto politico di questa maggioranza era solo uno slogan da campagna elettorale. </p>



<p>Le frazioni diventano dormitori proprio per il fatto di essere ridotte a luoghi di transito, oltretutto carenti di infrastrutture sicure per la mobilità leggera e totalmente sprovviste di un servizio di trasporto pubblico che possa dirsi tale; perché private gradualmente di alcuni servizi, a volte della vitalità legata alla presenza delle scuole e di spazi di aggregazione che possano catalizzare iniziative sociali e culturali valide; per le occasioni mancate di valorizzare i luoghi di interesse, gli spazi verdi e le zone rurali che custodiscono. </p>



<p>Diventano dormitori perché, fatta eccezione per qualche intervento contentino, non c’è alcun investimento, nessuna progettualità, nessuna idea da parte di chi amministra rispetto a come agire perché ogni zona di Castelfranco possa offrire il meglio. </p>



<p>E va bene che il capitale umano delle frazioni è fortunatamente sempre vigile e attivo (vedi in foto l’iniziativa di domenica a Villa Barbarella, a S. Andrea O.M.), ma tutti gli assessori dovrebbero sentirsi chiamati in causa e provare a rispondere a questa domanda: quali azioni mirate stiamo portando avanti per le frazioni, ma anche per i quartieri, di Castelfranco? Siamo coscienti che lo sviluppo e il benessere di Castelfranco passano anche e soprattutto da qui?</p>



<p>L’auspicio è che gli incontri pubblici tra amministratori e cittadini vengano organizzati con cadenza regolare, non solo a Salvatronda; che si ascoltino le richieste e anche i preziosi spunti che possono arrivare da comitati, associazioni, singoli cittadini, o almeno che questa maggioranza renda conto pubblicamente del proprio operato, senza che i cittadini debbano smuovere il mondo per ottenere un&#8217;assemblea. Siamo cittadini, appunto, non sudditi.</p>
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		<title>La nostra parte per la formazione dei volontari</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Serena Stangherlin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Jun 2022 09:30:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[Per patrocinare un evento bastano una delibera e un logo su una locandina, ma per aiutare le associazioni a realizzare i propri eventi e per sostenere il volontariato serve qualche sforzo in più. Durante l&#8217;ultima Commissione Cultura e Turismo abbiamo parlato proprio di supporto alle associazioni, in questo caso culturali, attive sul territorio comunale, invitando [&#8230;]]]></description>
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<p>Per patrocinare un evento bastano una delibera e un logo su una locandina, ma per aiutare le associazioni a realizzare i propri eventi e per sostenere il volontariato serve qualche sforzo in più. </p>



<p>Durante l&#8217;ultima Commissione Cultura e Turismo abbiamo parlato proprio di supporto alle associazioni, in questo caso culturali, attive sul territorio comunale, invitando l’amministrazione a predisporre e finanziare un piano di formazione rivolto ai volontari non solo per la valorizzazione dei luoghi di interesse turistico presenti a Castelfranco, legando la proposta anche alla questione poi risolta della riapertura di alcuni spazi culturali, ma soprattutto per garantire lo svolgimento in piena sicurezza e secondo norma vigente di qualsiasi manifestazione pubblica. </p>



<p>Nell’ultimo periodo, in cui si sono susseguiti numerosi eventi a Castelfranco, da Maggio Motori della Pro Loco all’evento dei giovani di Sottosopra, passando per la Festa del Volontariato, è emerso con maggiore insistenza il problema della mancanza di volontari adeguatamente formati per il primo soccorso e per l’uso del defibrillatore, o che abbiano la qualifica di addetti antincendio rischio medio o alto, utile per garantire la sicurezza agli eventi. Si è sempre fatto affidamento sulla disponibilità della Protezione Civile, degli Alpini o dei Carabinieri in congedo, ma anche questi non possono essere sempre presenti a tutti gli eventi che si susseguono, a volte svolgendosi anche in contemporanea, sul nostro territorio comunale. </p>



<p>A nostro avviso è arrivato il momento di promuovere e sostenere – anche e soprattutto economicamente – una formazione diffusa, perché possa esserci un ricambio fra volontari e una più ampia collaborazione fra associazioni; per supportare le tante realtà che fortunatamente hanno ancora voglia di animare Castelfranco. </p>



<p>Ci auguriamo che l’interesse dimostrato in Commissione da parte degli Assessori e dei Consiglieri presenti si concretizzi presto in una proposta alle associazioni. Potrebbero essere coinvolte tanto quelle culturali che quelle di promozione sociale e di quartiere e frazione.</p>
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		<title>E&#8217; l&#8217;ora di riaprire al pubblico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Serena Stangherlin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 May 2022 09:28:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[Passano i giorni, le settimane, i mesi… ma ancora nessun suono di tromba dalla “Casa del Trombetta”, eppure solo qualche mese fa, annunciando la fine dei lavori di restauro di quella che fu la dimora dell’araldo civico durante il dominio della Serenissima, l’Assessora alla Cultura si esprimeva a mezzo stampa dicendo chiaramente di voler riaprire [&#8230;]]]></description>
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<p>Passano i giorni, le settimane, i mesi… ma ancora nessun suono di tromba dalla “Casa del Trombetta”, eppure solo qualche mese fa, annunciando la fine dei lavori di restauro di quella che fu la dimora dell’araldo civico durante il dominio della Serenissima, l’Assessora alla Cultura si esprimeva a mezzo stampa dicendo chiaramente di voler riaprire al pubblico quanto prima questo spazio, la cui sistemazione è costata alle casse comunali 330.000€, e di volerne affidare la gestione all’Ente Palio, unitamente alla Torre Civica che ne consente l’accesso. Aggiungeva, inoltre, che questi luoghi sarebbero stati inseriti in un progetto più ampio di “museo diffuso”, assieme non solo a Casa Giorgione e al Duomo, ma anche allo Studiolo di Vicolo dei Vetri e a Casa Costanzo, nonché a Palazzo Soranzo Novello.</p>



<p>A maggio 2022 pare chiaro, però, che le azioni della Giunta non stiano andando esattamente in questa direzione.</p>



<p>Palazzo Soranzo Novello? Dopo gli ottimi spunti raccolti al convegno “Ideare il museo” voluto dall’ordine degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori della provincia di Treviso, non ci risulta che si siano fatti passi avanti.</p>



<p>Casa Costanzo? Le ultime novità lasciano allibiti, dicono che l’amministrazione l’abbia individuata come sede di uffici comunali.</p>



<p>Lo Studiolo di Vicolo dei Vetri? Un piccolo scrigno sepolto. Aperto occasionalmente, meglio raramente, e con scarsa se non nulla pubblicità.</p>



<p>Beh, saranno visitabili almeno la Torre Civica e l’annessa Casa del Trombetta allora, oltre al Museo Giorgione – di cui avevamo proposto di valutare il prolungamento delle aperture – e il Duomo che custodisce la Pala dello stesso pittore. &nbsp;Purtroppo, no.</p>



<p>Da quel poco che abbiamo appreso dall’avviso esplorativo che il Comune aveva pubblicato per affidare la gestione di questi e dello Studiolo di Vicolo dei Vetri – ma che poi è scomparso dal sito comunale! – e da quanto ci è stato detto nell’ultima Commissione IV, sappiamo solo che probabilmente non sarà l’Ente Palio l’affidatario e che questi spazi non hanno riaperto il 15 marzo come indicato dallo schema di convenzione allegato all’avviso.</p>



<p>Da allora sono passati parecchie settimane di bel tempo e ponti più o meno lunghi, tra Pasqua e il 25 aprile unito a San Liberale, poi il 1° maggio e ancora altri fine settimana di mercatini e qualche altra iniziativa in piazza Giorgione: tutte occasioni perse per visitare e far visitare i nostri siti culturali.</p>



<p>Quante persone avrebbero potuto e voluto potenzialmente salire sulla Torre Civica e godere del panorama che offre o anche solo scoprire il piccolo scrigno dello Studiolo di Vicolo dei Vetri? Meglio non chiederselo, ma chiedere a gran voce che quella prospettiva dall’alto, capace di larghe vedute, la assumano presto i nostri amministratori locali, perché non c’è più nulla che ostacoli la riapertura di queste nostre attrazioni, né i lavori in corso né le restrizioni covid né il fatto che in Torre non è presente alcun tipo di riscaldamento. Manca “solo” la capacità di gestire il patrimonio che abbiamo ricevuto in dote e quella di dialogare con le associazioni e le realtà attive a Castelfranco Veneto per valorizzare questi beni e far crescere il territorio.</p>



<p>Aspettiamo che un qualche araldo civico annunci la riapertura, magari entro la Festa della Repubblica.</p>
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		<title>Centri Estivi per tutti?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Serena Stangherlin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 May 2022 09:55:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[Al momento non risultano esserci bandi nazionali per i&#160;Centri Estivi 2022, dunque dovrebbero pensarci le realtà locali e regionali a colmare il vuoto. Capofila tra le regioni è l’Emilia-Romagna che ha confermato lo stanziamento di&#160;6 milioni di euro&#160;di&#160;&#8216;bonus rette’&#160;per sostenere le famiglie nei costi di frequenza, risorse che ovviamente&#160;verranno ripartite tra i&#160;Comuni e le Unioni [&#8230;]]]></description>
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<p>Al momento non risultano esserci bandi nazionali per i&nbsp;<strong>Centri Estivi 2022</strong>, dunque dovrebbero pensarci le realtà locali e regionali a colmare il vuoto. Capofila tra le regioni è l’Emilia-Romagna che ha confermato lo stanziamento di&nbsp;6 milioni di euro&nbsp;di&nbsp;&#8216;bonus rette’&nbsp;per sostenere le famiglie nei costi di frequenza, risorse che ovviamente&nbsp;verranno ripartite tra i&nbsp;Comuni e le Unioni di Comuni&nbsp;del territorio “per favorire la più ampia partecipazione di bambini, bambine, ragazze e ragazzi all’offerta educativa estiva e offrire ai genitori servizi di&nbsp;conciliazione dei tempi vita-lavoro” come recita il sito della Regione.</p>



<p><strong>E in Veneto? E nel nostro Comune?</strong><em>&nbsp;</em>Già l’anno scorso come Noi La Civica avevamo rilevato delle criticità nell’avviso con cui il Comune di Castelfranco Veneto si impegnava ad assegnare agli enti organizzatori di Centri Estivi un beneficio economico settimanale per ogni minore residente partecipante alle attività, sottolineando soprattutto che queste modalità non erano rispondenti né alle esigenze delle famiglie, visto il tetto massimo molto elevato ammesso per le rette, né a quelle di bambini e ragazzi, vista la carenza di proposte mirate per alcune fasce di età.</p>



<p>Parole al vento, visto che nell’avviso pubblicato per il 2022, con l’obiettivo di creare un “Albo Gestori di Centri Estivi”, si parla di un contributo comunale che non è stato ancora garantito né quantificato e che il tetto massimo delle rette settimanali di partecipazione è rimasto invariato (150€ giornata intera, 120€ mezza giornata con mensa, 100€ mezza giornata), nonostante le restrizioni e le imposizioni legate alla pandemia siano praticamente sparite e dunque l’aumento delle tariffe rispetto al periodo pre-Covid sia ormai ingiustificato. Ad esempio, non c’è più alcun limite imposto nel rapporto tra n. di bambini e n. di operatori, e sappiamo bene che il costo del personale è quello che va ad incidere in maniera più rilevante sulle quote di partecipazione.</p>



<p>Inoltre, di nuovo, non ci siamo minimamente interessati di raccogliere, anche solo tramite un semplice questionario da somministrare alle famiglie via scuola, le reali esigenze del territorio per l’estate che verrà né il grado di soddisfazione rispetto alle esperienze dello scorso anno.</p>



<p>Altrove si concedono contributi direttamente alle famiglie, ove necessario in considerazione dell’ISEE o di altri indicatori prestabiliti, oppure il Comune – come a Vedelago – organizza i Centri Estivi facendoli gestire poi a una cooperativa, rendendo ben note da subito le rette di partecipazione, gli sconti previsti per i residenti e quelli per le famiglie con più di un figlio a carico. Si parla di mezza giornata a 55€ e intera a 100€ per i residenti, con uno sconto del 10% sulla retta del secondo figlio e del 15% per il terzo.</p>



<p>Inoltre, viene garantito lo svolgimento su più sedi, anche nelle frazioni, da giugno a settembre, esplorando preventivamente l’interesse delle famiglie per capire se proporre la giornata intera per tutto il periodo di svolgimento. </p>



<p>Insomma, il ventaglio delle proposte è ampio, presentato in modo chiaro, comunicato per tempo, e per l’adesione basta addirittura un “click”, ovvero la compilazione di un modulo online.</p>



<p>Qui, invece, è ancora tutto molto ambiguo e macchinoso e, così, per il terzo anno di fila a rimetterci sono le famiglie e in primo luogo bambini e ragazzi, i soliti dimenticati dalla politica di breve, brevissimo respiro che questa maggioranza continua a propinarci senza alcuna remora. &nbsp;</p>



<p>Porteremo l’argomento in Consiglio Comunale anche quest’anno, sperando che la discussione parta dal presupposto condiviso che il primo se non&nbsp;<strong>l’unico obiettivo deve essere quello di supportare le famiglie e garantire un’offerta educativa varia e di valore a tutti i bambini e i ragazzi, anche d’estate, senza escludere nessuno</strong>.&nbsp;</p>
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		<title>L’ultimo treno per la ciclopedonale Campigo-Castelfranco centro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Serena Stangherlin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 May 2022 11:22:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[Nell’arco di questo mese di maggio partiranno i lavori del sottopasso carrabile di Via Larga-Via De Amicis (in rosso, nell&#8217;immagine, quanto verrà realizzato), ma il Comune deve ancora predisporre quanto gli compete per collegare lo spezzone di ciclabile che verrà realizzato da RFI a quello esistente su via Larga e per prolungare il percorso ciclopedonale [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nell’arco di questo mese di maggio partiranno i lavori del sottopasso carrabile di Via Larga-Via De Amicis (in rosso, nell&#8217;immagine, quanto verrà realizzato), ma il Comune deve ancora predisporre quanto gli compete per collegare lo spezzone di ciclabile che verrà realizzato da RFI a quello esistente su via Larga e per prolungare il percorso ciclopedonale verso il centro di Castelfranco. Non serve aggiungere che non è garantita alcuna copertura finanziaria.</p>



<p>Questa la realtà dei fatti, al netto delle storielle che chi amministra la città ha raccontato per anni in frazione e non solo. Il progetto del sottopasso è definitivo da molto e ci sarebbe stato tutto il tempo per agire; sappiamo bene che se verrà completato senza le dovute opere complementari muoversi su quella tratta sarà ancora più rischioso e di fatto si andrà a disincentivare la percorrenza da parte di bici e pedoni.</p>



<p>Come abbiamo ripetuto più volte, gli abitanti di Campigo hanno tutto il diritto di muoversi in sicurezza e di scegliere con quale mezzo farlo, alla pari dei residenti del centro e di altri quartieri e frazioni. Hanno altresì diritto di vivere in un territorio “a misura d’uomo”, che non sia considerato solo un luogo di transito, una rapida scorciatoia per mezzi pesanti e per veicoli a motore di ogni sorta.</p>



<p>Ma il discorso è più ampio.</p>



<p>Portare a termine questa ciclabile e realizzare le opere complementari al sottopassaggio significa sistemare del tutto la viabilità almeno in questa zona del nostro comune, senza procedere sempre per interventi-contentino, un po’ qua e un po’ là, che non risolvono nulla. Significa, appunto, portare a termine dei lavori già avviati, risolvere problemi facilmente prevedibili e garantire la sicurezza a tutte le persone che transitano su quella tratta, cominciando ad allargare gli orizzonti verso una messa a sistema della nostra rete ciclabile.</p>



<p>Sarebbe, dunque, una dimostrazione di coerenza rispetto agli obiettivi che questa Giunta ha stabilito essere strategici, quali lo sviluppo di una mobilità sostenibile, la connessa riduzione dell’inquinamento e la maggiore salubrità dell’aria che respiriamo.</p>



<p>In aggiunta, stanziare parte dell’avanzo di bilancio per questi lavori e attivarsi subito per avere i progetti pronti in tempi brevi sono scelte intelligenti in vista della possibilità di portare a casa finanziamenti da bandi sovracomunali.</p>



<p>Come abbiamo detto in Consiglio Comunale, è questione di prendere, o meglio di far partire, l’ultimo treno che permette di arrivare puntuali all’incontro con le aspettative dei cittadini; di scelte politiche che vanno espresse e seguite chiaramente e di buona amministrazione.</p>
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		<title>Il Comune e il caro energia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Serena Stangherlin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Mar 2022 12:50:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Oggi più di ieri è necessario parlare di energia anche come amministrazione locale. Se fino a qualche tempo fa la questione era legata principalmente alla tutela dell’ambiente e al riscaldamento globale, oggi s’intreccia anche all’urgenza di adattarsi a quella che da più parti è definita un’economia di guerra. Nell’immediato si tratta di affrontare l’aumento dei costi [&#8230;]]]></description>
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<p>Oggi più di ieri è necessario parlare di energia anche come amministrazione locale. Se fino a qualche tempo fa la questione era legata principalmente alla tutela dell’ambiente e al riscaldamento globale, oggi s’intreccia anche all’urgenza di adattarsi a quella che da più parti è definita un’economia di guerra. <br>Nell’immediato si tratta di affrontare l’aumento dei costi delle bollette che paga il nostro Comune, parlando non solo di efficientamento, ma più apertamente di risparmio energetico; cercando ad esempio di abbassare di qualche grado i termoregolatori nei luoghi pubblici, di ridurre l’illuminazione pubblica o gli orari di funzionamento della stessa, laddove sia possibile farlo senza creare disagi e continuando a garantire la sicurezza. Sono misure che possiamo studiare e adottare in breve tempo, in attesa della bella stagione. <br>Sul medio termine, invece, è indispensabile parlare di energie rinnovabili, portare avanti in maniera decisa l’installazione di impianti fotovoltaici su edifici pubblici – ovviamente senza collocarli a terra – e, con l’occasione, riprendere in considerazione la proposta che nel gennaio del 2021 era stata portata in Consiglio Comunale e valutata in maniera favorevole solo dai gruppi di opposizione: quella di promuovere la creazione di Comunità Energetiche e Sistemi di Autoconsumo Collettivo. Si tratta di politiche sociali attive, che creano coesione e sviluppo del territorio. <br>Sbagliare è umano, ma perseverare è diabolico: questa maggioranza non può votare contro una mozione come questa, per mere questioni di bandiera, e poi prodigarsi in chiacchiere nei social e a mezzo stampa contro il caro bollette. <br>Non parole, ma fatti! Noi chiediamo che l’amministrazione faccia la propria parte, con serietà e almeno un briciolo di lungimiranza. Nel nostro piccolo possiamo dare il buon esempio ma, diremo di più, possiamo anche offrire consulenza sul risparmio energetico e sulla creazione delle succitate Comunità Energetiche e di Autoconsumo Collettivo. Abbiamo già uno “Sportello Energia” che lo fa per l’efficienza energetica di fabbricati pubblici e privati, potrebbe farsi carico anche di questo.<br>Inoltre, sarà scontato dirlo, ma per contrastare il caro energia bisogna assolutamente attuare delle politiche che promuovano l’uso di mezzi di trasporto alternativi all’automobile, da quelli pubblici alla bicicletta. Se non ora, quando? <br>Mai come oggi, favorire il risparmio energetico significa incidere a livello ambientale, ma anche economico e sociale, con beneficio pubblico e privato.</p>
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		<title>Baby-gang e disagio, ma&#8230; il “benessere giovanile&#8221;?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Serena Stangherlin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Mar 2022 13:34:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Baby-gang e disagio, ma… quali sono gli indicatori del “benessere giovanile” e su quanti e quali stiamo agendo? In questi giorni, sui quotidiani locali, abbiamo letto titoli come “Stretta sulle baby-gang, controlli ogni weekend”; c’è anche, per fortuna, il buon proposito dei sindaci del trevigiano di mettere in piedi un tavolo di coordinamento contro marginalità [&#8230;]]]></description>
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<p>Baby-gang e disagio, ma… quali sono gli indicatori del “benessere giovanile” e su quanti e quali stiamo agendo? </p>



<p>In questi giorni, sui quotidiani locali, abbiamo letto titoli come “Stretta sulle baby-gang, controlli ogni weekend”; c’è anche, per fortuna, il buon proposito dei sindaci del trevigiano di mettere in piedi un tavolo di coordinamento contro marginalità e disagio giovanile e ci sono le dichiarazioni più che condivisibili del Prefetto Sidoti, il quale dice che ai ragazzi dobbiamo dare occasioni di socialità che non siano solo strade e piazze – non nei modi in cui lo sono ora almeno, aggiungiamo Noi.</p>



<p>Il nostro auspicio è che si assuma un approccio multidimensionale e che si parli di “benessere dei giovani” anziché sempre e solo di disagio e devianze.</p>



<p>Gli indicatori per valutare questo benessere, appunto, sono vari, si va dalla salute (soprattutto per quanto riguarda l’uso di sostanze quali alcol o stupefacenti) ai temi del lavoro, dell’istruzione e della formazione, fino al benessere soggettivo (soddisfazione per la vita, prospettive future…) e a quanto concerne la coesione sociale (relazioni tra pari, partecipazione civica e politica…) e il territorio (ad esempio, l’offerta culturale, la situazione ambientale, la difficoltà nel raggiungere i servizi ecc). Aspetti che certamente competono anche a ogni Comune.</p>



<p>Motivo per cui, a Castelfranco, il Sindaco Marcon e il suo Assessore Marconato dovrebbero fare mea culpa: i fenomeni di disagio e devianza sono anche il frutto di un’indifferenza pressoché totale da parte della politica rispetto a giovani e adolescenti.</p>



<p>Purtroppo, la loro maggioranza fino ad ora ha sempre fatto del tema “baby-gang, disagio e devianze giovanili” una mera questione di sicurezza, parlando sempre e solo di telecamere e di maggiori controlli da parte delle forze dell’ordine, senza mai indagare e lavorare a monte. Ora finalmente si parla di coinvolgere almeno i Servizi Sociali. &nbsp;</p>



<p>Ricordiamo, dunque, che proprio nell’ultima Commissione congiunta Scuola – Sociale, come gruppi di minoranza abbiamo portato all’attenzione la necessità di avere servizi di supporto allo studio per ragazze e ragazzi del biennio delle scuole superiori e, di nuovo, l&#8217;esigenza di sostenere e ampliare i progetti che la Regione finanzia nelle scuole per l’orientamento, l’empowerment, la promozione della cittadinanza attiva ecc. In passato abbiamo proposto di finanziare progetti contro la povertà educativa, di mettere in piedi uno sportello giovani e a disposizione spazi per favorire l’aggregazione e l’associazionismo, la formazione, l’imprenditoria giovanile ecc.</p>



<p>Una buona idea potrebbe essere quella di rimettere in piedi la Consulta Giovanile, per accogliere le proposte dei giovani stessi, perché la prima cosa da fare, a nostro avviso, è aprirsi all’ascolto e far sì che i giovani possano tornare a sentirsi protagonisti in positivo della comunità in cui vivono.</p>



<p>Pertanto, bene i coordinamenti intercomunali, ma si pensi anche a quanto siano importanti le piccole iniziative di prossimità: il dialogare con le realtà attive nel nostro territorio comunale, come abbiamo proposto anche per rendere presidi vivi quelle zone in stato di semi-abbandono che diventano mal frequentate e pericolose, condividendo con chi il territorio lo conosce e lo vive, dalle associazioni di quartiere e frazione a quelle culturali e di volontariato, fino alle scuole e ad altri enti, progettualità per prevenire il disagio più che per curarlo; anzi, per incanalare tante energie verso la costruzione di un futuro migliore, sul piano individuale e collettivo. </p>



<p>Ci aspettiamo che l’Assessore, se ancora tale, dopo  questo primo incontro tra Comuni, Ulss e Prefetto che leggiamo essere previsto per il 7 marzo, si premuri di prendere l’iniziativa e portare l’argomento in Commissione consiliare.</p>
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		<title>Vivibilità, sicurezza e decoro di giardini e aree verdi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Serena Stangherlin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Feb 2022 11:55:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[In aggiunta a quanto è già ben visibile in giro per Castelfranco: pochi cestini, spesso e volentieri malridotti e strapieni di spazzatura, e la conseguente presenza di rifiuti un po’ dappertutto, anche nei giardini che circondano le mura che sono la porta di accesso alla città; proprio in questi giorni alcuni cittadini hanno segnalato la [&#8230;]]]></description>
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<p>In aggiunta a quanto è già ben visibile in giro per Castelfranco: pochi cestini, spesso e volentieri malridotti e strapieni di spazzatura, e la conseguente presenza di rifiuti un po’ dappertutto, anche nei giardini che circondano le mura che sono la porta di accesso alla città; proprio in questi giorni alcuni cittadini hanno segnalato la presenza di siringhe per l’uso di sostanze stupefacenti, oltre alle solite bottiglie e altra spazzatura, nel parchetto di Quartiere Verdi, che ricordiamo essere prossimo alla scuola dell’infanzia e frequentato soprattutto da bambini che il pomeriggio vogliono semplicemente godere di un po’ di tempo all’aria aperta. Proprio questi bambini, infatti, hanno preso in mano le siringhe, con tanto di ago (come si evince dalla foto postata su Facebook), e portate ai genitori.</p>



<p>Si tratta dell’ennesima segnalazione di degrado e di pericolo che i residenti rivolgono alle forze dell’ordine e all’amministrazione; richieste di attenzione che giungono ormai da anni, da più parti, e in risposta alle quali ci pare si sia fatto veramente poco.&nbsp;</p>



<p>Anche Noi continuiamo a chiedere senza tregua che questo e altri parchi e aree verdi vengano sorvegliati, curati, puliti, vengano sistemati gli accessi e l&#8217;illuminazione; e abbiamo chiesto anche che ci si affretti a collocare i cestini promessi ormai più di un anno fa ma ancora non pervenuti… Come se per iniziative così banali ci volessero mesi e mesi di studio e di lavoro.&nbsp;</p>



<p>In compenso, venerdì in consiglio, e oggi sui giornali, l’assessore ha elencato una serie di aree verdi cittadine che finalmente vedono o vedranno sostituiti i giochi per bambini. Iniziativa certamente positiva e necessaria, visto lo stato pietoso in cui versavano e versano alcuni parchi e giardini; ma che va assolutamente completata con un “piano” che risponda ai problemi di sicurezza e decoro di questi spazi.&nbsp;</p>



<p>Anche l’ordinaria amministrazione ha bisogno di un minimo di visione integrata e certamente di continuità, perché gli interventi pubblici non siano efficaci solo a metà e non ci si ritrovi fra un po’ a dover dire che le giostrine sono tanto belle, ma le aree sporche e mal frequentate.&nbsp;</p>



<p>Anche l’ordinaria amministrazione ha bisogno di un minimo di visione integrata e certamente di continuità, perché gli interventi pubblici non siano efficaci solo a metà e non ci si ritrovi fra un po’ a dover dire che le giostrine sono tanto belle, ma le aree sporche e mal frequentate.&nbsp;</p>



<p>Insomma, l’amministrazione provveda a rendere e mantenere sicuri e fruibili tutte le aree verdi, le poche che ancora abbiamo, dislocate in centro e nelle frazioni. Non costringa sempre i cittadini ad arrangiarsi o a dover segnalare via social le criticità, per mesi e mesi, prima che qualcuno se ne faccia carico.&nbsp;</p>



<p>Inoltre, si studino dei modi affinché il parco di Quartiere Verdi torni a essere un presidio vivo: ci si coordini con associazioni, comitati, scuole, altre realtà, perché gli spazi pubblici in genere possano essere luogo d’incontro, pienamente vissuti e valorizzati, anziché non-luoghi di degrado.&nbsp;</p>



<p>Solo in questo modo si possono innescare comportamenti virtuosi per il rispetto degli spazi comuni e, prestando attenzione e investendo risorse, non solo allontanare determinati pericoli ma provare a debellarli. Un luogo curato, accessibile e vivo crea comunità e, chissà, potrebbe contribuire al contrasto di tanta solitudine ed emarginazione, nonché di certe devianze di cui questi ritrovamenti sono sintomo evidente e allarmante.</p>
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		<title>I bandi per la Scuola oltre la politica del contingente e del contentino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Serena Stangherlin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Feb 2022 16:49:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il bando Pnrr “Costruzione di nuove scuole mediante sostituzione di edifici”, scaduto l&#8217;8 febbraio, sarebbe stato non una semplice occasione ma l’Occasione, per dimostrare, per una volta, che stiamo agendo a favore delle nuove generazioni. Invece, alla luce di quanto emerso lunedì in Commissione e di quanto dovrà essere chiarito del tutto in Consiglio Comunale, [&#8230;]]]></description>
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<p>Il bando Pnrr “Costruzione di nuove scuole mediante sostituzione di edifici”, scaduto l&#8217;8 febbraio, sarebbe stato non una semplice occasione ma l’Occasione, per dimostrare, per una volta, che stiamo agendo a favore delle nuove generazioni. Invece, alla luce di quanto emerso lunedì in Commissione e di quanto dovrà essere chiarito del tutto in Consiglio Comunale, sul come e il perché partecipiamo, potrebbe rivelarsi l’ennesima occasione persa.<br>L’obiettivo della misura, da avviso, è quello di procedere alla sostituzione di parte del patrimonio edilizio scolastico obsoleto per creare strutture sicure, moderne, inclusive e sostenibili per favorire: i) la riduzione di consumi e di emissioni inquinanti; ii) l’aumento della sicurezza sismica degli edifici e lo sviluppo delle aree verdi; iii) la progettazione degli ambienti scolastici tramite il coinvolgimento di tutti i soggetti coinvolti per incidere positivamente sull’insegnamento e sull’apprendimento degli studenti; iv) lo sviluppo sostenibile del territorio e di servizi volti a valorizzare la comunità.   <br>Tra i vari aspetti, uno in particolare sottovalutiamo spesso, quando parliamo di scuola da amministratori locali: il fatto che non servano soltanto mense per il tempo pieno e palestre per l’educazione motoria – per quanto indispensabili e preziose –, ma anche aule, aule verdi e laboratori all’avanguardia, perché anche e soprattutto da qui passa la possibilità di dare una svolta alle tendenze negative che vedono primeggiare il nostro paese e che coinvolgono, dunque, anche il nostro territorio. <br>Dovrebbe bastare questo per farci interrogare rispetto alla proposta di rifare le scuole di Salvarosa, adducendo come motivazione solo il fatto che in questo periodo di pandemia gli spazi sono limitati. Motivazione debole, visto che il problema, oltretutto, è certamente condiviso anche da altri plessi.<br>Considerando, inoltre, il fatto che i bambini sono sempre meno a causa di una denatalità ormai strutturale – questione che porteremo presto in Commissione III –; è lecito pensare prima di tutto alla qualità degli spazi, riflettendo proprio sulla necessità di coinvolgere tutti i soggetti interessati per incidere sull’insegnamento e sull’apprendimento. Continuare a pensare solo alla capienza degli edifici e non mettere al centro di ogni valutazione la funzione delle strutture scolastiche è decisamente fuorviante e indizio di cecità da parte di chi governa la città.<br>Ma, del resto, non è la prima volta che l&#8217;interesse è rivolto soprattutto all’edilizia, per gli stabili scolastici, e poco alla funzionalità e al verde. Le aree verdi delle scuole sono sempre più risicate – dalle medie di San Floriano alla primaria di Salvatronda, passando per la scelta di relegare una primaria, la Colombo (in foto quella che era la sua sede), nelle aule di una scuola media come la Sarto, con il suo spiazzo di ghiaino poco a misura di bambino.<br>Ricordando che gli investimenti finanziati dal Pnrr devono generare rendimenti superiori alle passività sostenute e portare risultati sufficientemente rilevanti, ci chiediamo cosa possa ripagare maggiormente in termini di sviluppo e crescita se non investimenti mirati, diretti e indiretti, a favore delle nuove generazioni.<br>Si tratta di smettere la politica del contingente e del contentino, di guardare oltre l’orizzonte delle prossime amministrative e oltre l’orticello a cui guardano l’Assessore Filippetto, quando dice che dobbiamo fare qualcosa per Salvatronda solo perché per ogni frazione si è fatta almeno un’opera pubblica; e l’Assessore Pivotti, quando dice che la Scuola è di nostra competenza &#8220;fino ad un certo punto&#8221;, sottraendo l’amministrazione dalle sue responsabilità all’interno della Comunità Educante. </p>
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