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	<title>Noi La Civica</title>
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	<description>Castelfranco Riparte</description>
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	<title>Noi La Civica</title>
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		<title>Giù il sipario</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maria Gomierato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Mar 2026 13:07:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[Stefano Marcon aveva rassegnato le dimissioni il 21 febbraio, l’aveva scritto sui social come oggi va di moda, aggiungendo che aveva provato a resistere ma alla fine aveva scelto il posto in Regione. Dove, candidandosi, ovviamente voleva arrivare. Sono passati da allora i 20 giorni di attesa previsti dalla legge per l’efficacia delle dimissioni perché, [&#8230;]]]></description>
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<p>Stefano Marcon aveva rassegnato le dimissioni il 21 febbraio, l’aveva scritto sui social come oggi va di moda, aggiungendo che aveva provato a resistere ma alla fine aveva scelto il posto in Regione. Dove, candidandosi, ovviamente voleva arrivare.</p>



<p>Sono passati da allora i 20 giorni di attesa previsti dalla legge per l’efficacia delle dimissioni perché, come tre anni fa, Marcon avrebbe anche potuto cambiare idea e ritirare le dimissioni. Non lo ha fatto e adesso è definitivamente Consigliere Regionale.</p>



<p>&nbsp;A Castelfranco arriva un Commissario, nominato dal Prefetto, che porterà avanti l’amministrazione del Comune sulla base delle deliberazioni e degli atti già in essere. La strada è tracciata perché la Giunta in queste settimane ha deliberato tutto il deliberabile.</p>



<p>In dichiarazione di voto, nell’ultimo Consiglio, avevamo ribadito che era ora di chiudere. Per non ingessare il Comune per altri mesi. Avevamo detto al Sindaco, evocato ma non presente fisicamente:</p>



<p>“In cinque anni e mezzo, non abbiamo visto niente rispetto alle scelte strategiche per il presente e il futuro di Castelfranco: niente, per esempio, per le bretelle della Pedemontana Veneta, quindi per le connessioni alla viabilità regionale, niente per la salvaguardia dell’Ospedale San Giacomo, niente per la Metropolitana di Superficie. In 5 anni non siamo riusciti a terminare i lavori sull’ultimo passaggio a livello della linea per Venezia, l’ultima incompiuta. Abbiamo perso treni e servizi. Abbiamo perso peso e ruolo nella Castellana. Sono stati 5 anni di declino che non si risolvono in zona Cesarini. Altri tre mesi, quattro mesi, non porteranno a una inversione di tendenza, siamo al capolinea. Con un declino che è sotto gli occhi di tutti. Il Sindaco ne prenda atto e si dimetta. Con il Commissario Prefettizio la strada è tracciata, l’attività del Comune può andare avanti senza intoppi, la Giunta ha deliberato anche nelle ultime settimane e le scelte fatte dalla Giunta saranno attuate dal Commissario. Castelfranco non si fermerà; anzi, noi pensiamo che scioglierà le vele.”</p>



<p>Da oggi, insieme al Sindaco, decadono la Giunta e anche il Consiglio. E anche la lista “Noi la Civica” conclude la sua esperienza in Comune. Cinque anni e mezzo impegnativi e spesso sofferti poiché i Consiglieri di minoranza non vengono presi in considerazione. Spesso non ci è stato risposto, nemmeno alle domande che ponevamo in Consiglio, ai suggerimenti e alle proposte, sempre ignorate o respinte. Nonostante noi approvassimo le loro delibere quando le ritenevamo utili per la Città.</p>



<p>Abbiamo comunque sempre fatto il nostro dovere, con disciplina e onore, come chiede la Costituzione della Repubblica Italiana. Presenti e attivi, in Consiglio e nelle Commissioni, onorati di rappresentare i cittadini che ci avevano dato fiducia col loro voto. Decine le interpellanze, le interrogazioni, le mozioni o gli ordini del giorno che abbiamo presentato, talvolta anche insieme ad altri gruppi consiliari con i quali abbiamo cercato di collaborare.</p>



<p>Come capogruppo di “Noi la Civica” ringrazio Serena Stangherlin, Michele Garbui e Maria Chiara Bazan, i Consiglieri che mi hanno accompagnato in questo percorso cercando, ciascuno, di operare al meglio per il bene comune, con autentico spirito di servizio. Un capitale umano che è valore aggiunto nella nostra comunità e che auspico possa continuare a essere risorsa preziosa anche per il futuro.</p>



<p></p>
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		<title>Decadenza e Dimissioni, la strada maestra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maria Gomierato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Feb 2026 10:56:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[In Consiglio Comunale, il 10 febbraio scorso si doveva deliberare sulla decadenza del Sindaco per farlo diventare “compatibile” con la carica di Consigliere Regionale alla quale ora avrebbe diritto dopo le elezioni regionali nelle quali si era candidato. Al momento del voto, ho fatto una dichiarazione per motivare il voto contrario alla decadenza del Sindaco [&#8230;]]]></description>
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<p>In Consiglio Comunale, il 10 febbraio scorso si doveva deliberare sulla decadenza del Sindaco per farlo diventare “compatibile” con la carica di Consigliere Regionale alla quale ora avrebbe diritto dopo le elezioni regionali nelle quali si era candidato.</p>



<p>Al momento del voto, ho fatto una dichiarazione per motivare il voto contrario alla decadenza del Sindaco perché il nostro gruppo ritiene che la strada maestra sia un’altra. E ho cominciato dicendo che questo complicato passaggio amministrativo ricordava molto un momento analogo di 3 anni fa: era il luglio 2023.</p>



<p>Il Sindaco di Castelfranco aveva tenuto il Comune nel limbo per un mese intero. Aveva dato le dimissioni senza una ragione plausibile. E si era assunto poi la grande responsabilità di ritirarle per continuare a tenere Castelfranco in ostaggio di una maggioranza a rischio. C’era un solo voto di scarto fra maggioranza e minoranza: era rimasto infatti con 12 consiglieri a 12, più il suo voto.</p>



<p>È stato un azzardo calcolare che un solo voto di scarto fosse sufficiente per governare. Infatti, nessuno della sua coalizione doveva assentarsi, nessuno doveva discostarsi dalla linea decisa dal Sindaco. Parole d’ordine: tutti presenti, allineati e coperti.</p>



<p>Ci siamo ritrovati per quasi tre anni con un Comune “guidato” – per modo di dire &#8211; da una maggioranza fragile e risicata, con i Consigli comunali contati e convocati soltanto quando c’era la sicurezza che tutti i Consiglieri di Lega, FI e FdI sarebbero stati presenti, non poteva mancare nemmeno uno, pena la mancanza del numero legale.</p>



<p>E adesso, con l’assenza del sindaco, la situazione di stallo totale: 12 a 12. Fine dei Consigli comunali, basta delibere, basta provvedimenti, freno a mano tirato, i cittadini aspetteranno. Quel che è importante è conservare le poltrone rimaste, mantenere il potere fino a maggio, sperando di essere confermati di nuovo e completare il ventennio. Che evoca tristissimi ricordi.</p>



<p>Allora ho detto basta: Sindaco, dia le dimissioni. La nostra decisione di non votare la sua decadenza è assolutamente legittima perché nasce dalla libertà di voto che c’è in Democrazia. O, a Suo parere, siamo già in un altro ordinamento?&nbsp; E nasce dal rifiuto di avallare ancora altri mesi di vuoto e di incertezza come quelli che ci stiamo lasciando alle spalle.</p>



<p>&nbsp;Vada pure, abbandoni senza rimpianti questo piccolo vascello, troverà il suo posto nel comodo transatlantico della Regione. Senza rimpianti, sarebbero lacrime di coccodrillo.</p>



<p>Stiamo rischiando una crisi permanente quando avremmo la necessità di essere autorevoli interlocutori per i soggetti pubblici e privati con cui si costruiscono visione, opportunità e futuro. Per la salute, la sicurezza, i collegamenti, la cultura, le scuole, il lavoro&#8230; Basta così, sindaco, siamo arrivati al capolinea.</p>



<p>(Foto dalla Tribuna) </p>
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		<title>La verità sui conti e le narrazioni della Lega</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maria Gomierato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Jan 2026 16:18:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[Anziché rispondere in Consiglio Comunale alle critiche dei Consiglieri Comunali, la Lega preferisce rispondere sui giornali o sui social, mancando di rispetto alle Istituzioni di cui fa parte e a chi le rappresenta, cioè tutti i Consiglieri. Perché il Comune non è della maggioranza, è di tutti gli eletti, di maggioranza e di opposizione. Ma [&#8230;]]]></description>
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<p>Anziché rispondere in Consiglio Comunale alle critiche dei Consiglieri Comunali, la Lega preferisce rispondere sui giornali o sui social, mancando di rispetto alle Istituzioni di cui fa parte e a chi le rappresenta, cioè tutti i Consiglieri. Perché il Comune non è della maggioranza, è di tutti gli eletti, di maggioranza e di opposizione.</p>



<p>Ma questa non è una novità. Abbiamo imparato in questi cinque anni che alle minoranze si può anche non rispondere, come è successo nelle ultime Commissioni e nelle ultime sedute di Consiglio Comunale, dove si doveva decidere il programma dei prossimi tre anni. Troppe domande infastidiscono i manovratori.</p>



<p>Dussin, capogruppo Lega, in Consiglio ci ha però spiegato che loro hanno avuto per tre volte il consenso dei cittadini che li hanno confermati alla guida di Castelfranco. Loro considerano &#8211; con questo &#8211; di non dover rendere conto a nessuno, tantomeno alle minoranze, e a Castelfranco va tutto bene, e se non va bene è colpa di chi governava prima di loro.</p>



<p>Ma la democrazia ha regole un po’ diverse, prevede responsabilità e capacità di risolvere i problemi e prevede anche di rendere conto ai cittadini di quanto si è fatto. E soprattutto prevede il principio della legalità, il rispetto delle regole: e fra le regole c’è anche il dovere di dire la verità.</p>



<p>Sulla stampa, purtroppo, il capogruppo della Lega ha fatto una affermazione grave dichiarando che loro “hanno lasciato i conti in ordine, senza gli sforamenti di bilancio che hanno subìto nel 2010 e che per cinque anni hanno ingessato l’operatività comunale”. Una dichiarazione grave e soprattutto falsa. E l’hanno usata molto spesso in questi anni, per cercare di coprire le loro inefficienze.</p>



<p>Adesso basta. Nel 2010, Dussin e i suoi “amministratori” hanno trovato nelle casse comunali 20 milioni di euro, l’hanno chiamato “tesoretto”,  e nei cassetti del Comune hanno trovato i progetti, pronti, approvati e finanziati: per la Torre civica, per la palestra di San Floriano, per la pista ciclabile della Postumia e per la rotatoria di via Montebelluna. Che sono state le uniche opere realizzate dalla Lega nel suo primo mandato perché, di suo, altro non abbiamo visto. E hanno trovato anche oltre un milione di euro &#8220;in contanti&#8221;, versati dai 140.000 visitatori della grande Mostra di Giorgione. Quindi basta diffamare e accusare a vanvera gli amministratori che li hanno preceduti perché, anziché sui giornali, la prossima volta si dovranno difendere &#8211; e per davvero &#8211; in tribunale. E lì spiegheremo di nuovo, se necessario, come funziona e come funzionava il &#8220;patto di stabilità&#8221; che ingessava tutti i Comuni fin dal 2002.  </p>



<p>A Dussin purtroppo non va giù che gli venga ricordato che Castelfranco, nel 2010, era ai vertici in Italia per qualità della vita e che da allora siamo precipitati ai piani bassi della classifica. Per fortuna Castelfranco aveva dimostrato in quegli anni tutto il suo grande potenziale: dopo quindici anni di declino, è tempo di tirarlo fuori dalla naftalina.</p>



<p></p>
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		<title>Il fossato e  i giardini del Castello</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maria Gomierato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Oct 2025 14:03:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[Come Gruppo Civico, nel Consiglio Comunale del 25 settembre scorso avevamo preparato delle richieste di chiarimento sui lavori per la sicurezza e il decoro del centro storico, in programma da anni. Nemmeno per queste, come per altre domande, è stata accolta la nostra istanza perché, essendo &#8211; questo punto &#8211; il quindicesimo all’ordine del giorno, [&#8230;]]]></description>
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<p>Come Gruppo Civico, nel Consiglio Comunale del 25 settembre scorso avevamo preparato delle richieste di chiarimento sui lavori per la sicurezza e il decoro del centro storico, in programma da anni. Nemmeno per queste, come per altre domande, è stata accolta la nostra istanza perché, essendo &#8211; questo punto &#8211; il quindicesimo all’ordine del giorno, si era arrivati alla mezzanotte.</p>



<p>Ma la pulizia del fossato del Castello e il riordino dei giardini pubblici hanno anche ricevuto dei finanziamenti importanti e quindi, come gruppo, eravamo interessate a capire la tipologia degli interventi e soprattutto i tempi di realizzazione. In più, volevamo dare dei suggerimenti utili e abbiamo per questo presentato una interrogazione al Sindaco sperando di ricevere attenzione e riscontro nel prossimo Consiglio Comunale.</p>



<p>Vivendo la nostra Città rileviamo, purtroppo, situazioni di scarsa sicurezza, in particolare per pedoni e ciclisti che percorrono di sera l’anello lungo le mura lato sud e lato ovest: e anche la sicurezza idraulica del fossato del castello è importante, visti gli ultimi eventi meteo.</p>



<p>Abbiamo perciò portato, all’attenzione del Sindaco e degli Assessori di competenza, in primo luogo la necessità di conoscere i tempi di realizzazione dell’intervento di pulizia del fossato che circonda il Castello, stante la ridotta portata del fossato stesso in caso di piena, a causa della consistenza di fanghi e alghe.</p>



<p>Abbiamo segnalato anche la necessità di sostituire, nei punti ammalorati, i pali a sostegno dell’argine interno del fossato presenti dal 2004. Dopo 20 anni, un serio intervento di manutenzione straordinaria si rivela indispensabile e speriamo che i fondi a bilancio siano sufficienti.</p>



<p>C’è inoltre l’urgenza di una efficace potatura, per contenere le chiome degli alberi che circondano il fossato, soprattutto nei punti in cui oscurano i lampioni a sud e ovest delle mura. Si creano infatti zone poco illuminate e quindi poco sicure per chi cammina o va in bici e, fra qualche settimana, alle sei di sera sarà già buio.</p>



<p>Vorremmo infine conoscere i tempi previsti per ridare decoro ai giardini storici intorno alle mura, chiedendo anche un intervento sulle statue del Passeggio Dante, molto compromesse dall’esposizione a polvere e scarichi di auto e impianti di riscaldamento. Una pulizia dallo smog sarebbe necessaria anche per il monumento ai caduti del 1915/18, per la statua di Giorgione e per il busto di Arnaldo Fusinato: si tratta di decoro e di cura per i nostri beni storici e artistici.</p>



<p>Confidiamo di avere risposte precise: per la nostra Castelfranco, Città d’Arte, ma anche &#8211; e sempre di più &#8211; Città accogliente e sicura.  </p>
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		<title>Nuovo deposito autobus e via Forche</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maria Gomierato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Oct 2025 15:50:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[La sicurezza nella viabilità deve essere un tema sempre in agenda e gli approfondimenti, quando interviene qualche nuovo fattore, sono necessari. Nel Consiglio Comunale del 25 settembre scorso, come Gruppo Consigliare avevamo presentato una interpellanza relativa all’accessibilità del nuovo deposito autobus della MOM, perché si ripetevano segnalazioni di cittadini relative alla sicurezza della viabilità di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La sicurezza nella viabilità deve essere un tema sempre in agenda e gli approfondimenti, quando interviene qualche nuovo fattore, sono necessari.<br><br>Nel Consiglio Comunale del 25 settembre scorso, come Gruppo Consigliare avevamo presentato una interpellanza relativa all’accessibilità del nuovo deposito autobus della MOM, perché si ripetevano segnalazioni di cittadini relative alla sicurezza della viabilità di accesso da via Forche a questa nuova infrastruttura logistica.</p>



<p>Il Sindaco, rispondendo all’interpellanza, aveva assicurato che l’accesso non presentava criticità e che si sarebbero dovute fare “migliorie che non interessavano la rotatoria” prossima al deposito: peccato che, a pochi giorni dall’inaugurazione avvenuta il 3 ottobre, abbiamo letto sulla stampa di un incidente nel quale è incorso un autobus che si recava presso il nuovo deposito della MOM per fare rifornimento, con “danneggiamento di portiere e finestrini in frantumi”. E a questa, altre due segnalazioni di incidenti &#8211; per fortuna non gravi &#8211; si sono aggiunte.</p>



<p>A questo punto, abbiamo ritenuto necessaria una nuova interrogazione per avere il quadro certo della situazione e per precisare alcuni aspetti non secondari.</p>



<p>Primo: la realizzazione della variante di via Forche, legata al SFMR, la Metropolitana di Superficie che doveva eliminare tutti i passaggi a livello del Veneto, era necessaria, perché ha permesso l’eliminazione dei tre passaggi a livello sulle linee per Venezia, per Treviso e per Belluno che bloccavano via Forche, risolvendo una situazione critica per la sicurezza stradale e per l’inquinamento dovuto alla sosta dei veicoli ai tre passaggi a livello presenti in serie.</p>



<p>Secondo: le dimensioni e le caratteristiche dei mezzi pubblici, nei 20 anni trascorsi dalla progettazione e realizzazione della variante di via Forche, sono significativamente cambiate e quindi la viabilità che ne prevede il passaggio va adeguatamente analizzata valutando anche le sezioni stradali e i raggi di curvatura delle rotatorie.</p>



<p>Terzo: è necessario che i lavori di adeguamento, per un utilizzo in sicurezza del deposito MOM, siano programmati tempestivamente, stante anche il prossimo completamento del Terminal bus a nord della stazione ferroviaria e il relativo aumento di passaggio dei mezzi da e per il deposito;</p>



<p>Confidiamo che con il prossimo Consiglio Comunale ci vengano date risposte più puntuali e aggiornamenti che prevedano una maggiore sicurezza per tutti coloro che transiteranno in quell’area.</p>
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		<title>Uno scrigno prezioso, il Museo Giorgione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maria Gomierato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Jul 2025 19:28:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[Non possiamo avere un Museo unico al mondo dedicato a Giorgione e trascurarlo, facendo mancare gli interventi di ordinaria manutenzione. Negli ultimi tempi ci sono state due occasioni interessanti di visita al Museo Casa Giorgione: la prima in occasione della Mostra “Illustrare Degas” di Cristina Pieropan, nata da un’idea del MOMA di New York e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Non possiamo avere un Museo unico al mondo dedicato a Giorgione e trascurarlo, facendo mancare gli interventi di ordinaria manutenzione.</p>



<p>Negli ultimi tempi ci sono state due occasioni interessanti di visita al Museo Casa Giorgione: la prima in occasione della Mostra “Illustrare Degas” di Cristina Pieropan, nata da un’idea del MOMA di New York e allestita al piano ultimo del Museo; la seconda, il 24 giugno, nel contesto del progetto “Estate Tizianesca 2025” che punta alla valorizzazione delle “Città degli Artisti” della nostra Regione: Castelfranco per Giorgione, Pieve e il Cadore per Tiziano.</p>



<p>In entrambe le occasioni, purtroppo, si è dovuto constatare il malfunzionamento dell’illuminazione di tre elementi importanti del percorso museale: il modello di grande pregio del Barco della Regina Cornaro con le sue pertinenze, giardino e orti; le tre armature datate XV secolo poste “a guardia” della riproduzione della Pala di Giorgione e infine il cratere/vasca in marmo di pregevole fattura, del medesimo periodo, che non rivela più l’immagine di Caterina Cornaro come da allestimento originale.</p>



<p>In più, abbiamo notato con grande rammarico che persiste la mancanza di una teca speciale &#8211; contenente una preziosa clessidra del XV secolo, oggetto d’arte di grande valore &#8211; assente da vari anni per la necessità di un restauro dovuto, pare, a infiltrazioni che avrebbero danneggiato il manufatto.</p>



<p>Proprio in questi giorni l’Amministrazione Comunale ha dichiarato in più occasioni la volontà di promuovere l’offerta turistica di Castelfranco e di avere alta l’attenzione su questo versante. Ma se non si ha cura dei propri beni culturali, artistici e architettonici, le dichiarazioni restano parole vuote.</p>



<p>A noi preme sottolineare che il Museo Casa Giorgione era stato inaugurato nel 2009 per celebrare – insieme alla grande Mostra chiusa nell’aprile 2010 &#8211; il quinto centenario della morte di Giorgione. L’obiettivo era quello di onorare il grande Pittore e valorizzare il Fregio delle Arti Liberali e Meccaniche che si trova al piano nobile dell’edificio, opera attribuita a Giorgione, con un allestimento che offrisse al visitatore un percorso emozionale, introducendo alle atmosfere e alla cultura del Rinascimento e raccontando il Fregio stesso. In questo contesto, l’illuminazione gioca un ruolo determinante ed esalta la bellezza di ogni singolo pezzo. Nel Museo &#8211; che era stato fortemente voluto dalla Città come omaggio al suo massimo Artista &#8211; nessun oggetto è superfluo. Ogni pezzo è stato scelto con grande cura proprio per rappresentare una fase straordinaria nello sviluppo del nostro territorio e darne le necessarie chiavi di lettura.</p>



<p>Perciò, con una interpellanza, abbiamo chiesto al Sindaco e agli Assessori competenti di intervenire in tempi rapidi nel ripristino ottimale dell’illuminazione del Museo e di ricollocare altrettanto rapidamente la preziosa clessidra con la sua bacheca nella suggestiva sala alla quale è destinata.</p>



<p>Noi confidiamo che questo appello venga ascoltato e che alle dichiarazioni di impegno per la cultura e la promozione turistica seguano i fatti concreti e tangibili.</p>
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		<title>Parco Nightingale Bosco Urbano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maria Gomierato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 May 2025 19:07:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[Al Parco Nightingale il &#8220;Bosco Urbano Est&#8221; Siamo stati informati in Consiglio Comunale del finanziamento di un “Bosco Urbano” a nord-ovest del centro cittadino, nel reliquato verde prossimo all’IPSIA. Una buona idea, un piccolo polmone che restituirà un po’ di ossigeno a un’area che, da “città giardino”, si è trasformata &#8211; grazie a un “piano [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Al Parco Nightingale il &#8220;Bosco Urbano Est&#8221;</p>



<p>Siamo stati informati in Consiglio Comunale del finanziamento di un “Bosco Urbano” a nord-ovest del centro cittadino, nel reliquato verde prossimo all’IPSIA. Una buona idea, un piccolo polmone che restituirà un po’ di ossigeno a un’area che, da “città giardino”, si è trasformata &#8211; grazie a un “piano casa” selvaggio &#8211; in un concentrato di condomìni. Ebbene, a questa buona idea abbiamo suggerito al Sindaco e alla Giunta di aggiungerne un’altra.</p>



<p>In fondo a Via Verdi, nel quartiere delle scuole, dei treni e fra poco anche degli autobus, c’è quel che resta dell’area verde destinata a parco e al campo da calcetto, dimezzato per far posto a un ampio parcheggio legato alla palestra dell’Istituto. Ebbene, l’area a est della scuola è stata recentemente oggetto di una bonifica in quanto già sede di un insediamento di attività artigianali anni ’70 – ‘80 ma, per fortuna, il previsto abbattimento degli alberi – querce e ontani piantati nel 2009 &#8211; è stato scongiurato con un intervento meno invasivo che li ha salvati.</p>



<p>L’area da bonificare ci era stata bene illustrata in Commissione Lavori Pubblici: l’inquinamento del terreno non era “a tappeto” ma “a macchia di leopardo”: quindi erano presenti ampie zone “sane”. La piantumazione di nuovi alberi adatti al luogo sarebbe perciò possibile in affiancamento a quelli esistenti e si rafforzerebbe l’assorbimento di anidride carbonica e l’emissione di ossigeno, con l’aria del quartiere più salubre e respirabile.</p>



<p>Oggi i lavori di bonifica del parco sono praticamente ultimati, c’è solamente una rete arancione che separa l’area alberata dal rettangolo di prato “ex calcetto”. Sarebbe molto utile approfittare di questo momento di lavori ancora in corso per realizzare una nuova opportuna ricarica di ossigeno. Caldeggiata, tra l’altro, anche da residenti del quartiere, vista la prossima attivazione del deposito autobus MOM.</p>



<p>Quello che resta del campo da calcetto, non più utilizzabile per questo sport dopo il dimezzamento subìto a causa del parcheggio auto, potrebbe diventare così un ampliamento del “Bosco Urbano” anziché rimanere un reliquato erboso (ad uso magari “sgambamento cani”). Crediamo che questa riconversione ripagherebbe della rinuncia a un’area sportiva un tempo molto frequentata e si otterrebbe una compensazione anche rispetto al grande consumo di suolo rilevato dall’ISPRA a Castelfranco Veneto dal 2012 in avanti. E il Quartiere Verdi offrirebbe un esempio virtuoso di rigenerazione urbana.</p>
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		<title>11 maggio: è ancora la festa della mamma?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maria Gomierato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 May 2025 18:07:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[Save the Children, nel suo rapporto annuale sulla maternità in Italia, definisce le donne madri del nostro Paese “equilibriste”: in equilibrio precario fra lavoro che chiede di essere performanti, figli che chiedono attenzione e presenza e giudizio di una società che osserva e non fa sconti. I numeri forniti dall’ISTAT sono spietati, anche nella nostra [&#8230;]]]></description>
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<p>Save the Children, nel suo rapporto annuale sulla maternità in Italia, definisce le donne madri del nostro Paese “equilibriste”: in equilibrio precario fra lavoro che chiede di essere performanti, figli che chiedono attenzione e presenza e giudizio di una società che osserva e non fa sconti.</p>



<p>I numeri forniti dall’ISTAT sono spietati, anche nella nostra Provincia. Nel 2024 i nuovi nati sono stati 5538, rispetto al 2023 sono stati 200 in meno e ben 450 in meno rispetto al 2022. Il tasso di natalità è del 6,3%, la media è di 1,24 figli per donna. E la diminuzione riguarda sia le donne italiane che le donne straniere residenti nella Marca.</p>



<p>Un altro dato che fa pensare riguarda i servizi offerti alla prima infanzia: sono solo 66 su 94 i Comuni che sono attrezzati su questo fronte e purtroppo la Provincia di Treviso è la peggiore di tutta la Regione: anche province più piccole, come Belluno o Rovigo, offrono più servizi della nostra. In particolare, usufruisce di strutture come il Nido o Servizi integrativi per la prima infanzia – fra i due e i tre anni – solo l’8% della popolazione, il dato più basso del Veneto.</p>



<p>Una DOULA, figura professionale in grado di accompagnare le mamme durante la gravidanza e dopo il parto, nei momenti più delicati del rientro a casa e della gestione delle prime settimane di accudimento di un neonato, conosce bene le difficoltà delle madri di oggi. Perché non tutte hanno la fortuna di essere sostenute dalla famiglia di origine, dal compagno, da quello che è definito “il villaggio”. Spesso si trovano sole e spaesate, in una realtà dove non hanno riferimenti e dove mancano offerte di servizi mirati all’accudimento, uno sportello comunale, una figura professionale dedicata. Una figura professionale che non sarebbe superflua in comunità come le nostre.</p>



<p>Come Gruppo Civico abbiamo più volte sostenuto, nel nostro ruolo di Consigliere Comunali, la necessità di agire come Comune, come Istituzione, per contrastare l’inverno demografico così evidente in questi primi decenni del 2000. Abbiamo proposto fin dal 2020 l’istituzione di un “Servizio di assistenza domiciliare” alle mamme e ai loro piccoli nelle prime settimane dalla nascita, un segnale di attenzione, un messaggio che rassicurasse e rendesse evidente il valore della maternità.  Non siamo state ascoltate, non sono stati trovati i soldi per un servizio come questo.</p>



<p>Oramai siamo a fine mandato, avremo un Asilo Nido nuovo con i soldi del PNRR: speriamo che serva a nuovi bambini, ma speriamo anche che ci sia una presa in carico almeno a livello più alto del grande tema della natalità. Perché i muri non bastano. La politica non potrà sottovalutare ancora a lungo la grande incognita che pesa sulla nostra società, colpita da un calo demografico che le misure finora attuate non hanno saputo contrastare. Perchè vengano destinate nuove risorse a nuovi servizi mirati, a figure professionali formate, a sostegni concreti e accessibili. Perchè avere un bambino torni a essere un progetto carico di speranza.</p>
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		<title>Politiche sociali e nuove priorità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maria Gomierato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 May 2025 16:38:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[Episodi allarmanti di disagio sociale emergono con sempre maggiore frequenza sul nostro territorio e ci trovano impreparati e attoniti. Violenza e aggressività in una generazione di giovanissimi che, raccontati a posteriori da famiglie e comunità, apparentemente sono i figli e i nipoti che abbiamo tutti e che ci appaiono &#8220;normali&#8221;, inseriti nella scuola o nel [&#8230;]]]></description>
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<p>Episodi allarmanti di disagio sociale emergono con sempre maggiore frequenza sul nostro territorio e ci trovano impreparati e attoniti. Violenza e aggressività in una generazione di giovanissimi che, raccontati a posteriori da famiglie e comunità, apparentemente sono i figli e i nipoti che abbiamo tutti e che ci appaiono &#8220;normali&#8221;, inseriti nella scuola o nel primo lavoro.</p>



<p>È proprio così? Siamo noi che non vediamo o che non vogliamo vedere? A Castelfranco Veneto, non in una periferia metropolitana degradata o in un contesto malavitoso, l’ennesima rissa è finita male, malissimo. Perché ci sono giovanissimi che escono di casa per una serata fra amici con il coltello in tasca. Si parte da un’aggressione verbale e si arriva a un assassinio. Un ragazzo di 20 anni è morto e un altro è in grave pericolo di vita. Noi adulti siamo addolorati, spaventati e ci scopriamo impreparati. E guardiamo con apprensione figli, nipoti, giovani vicini di casa: cosa sta succedendo?</p>



<p>Non possiamo dire che questa situazione arrivi completamente inattesa. Il disagio giovanile non è emersione di questi giorni o di questi mesi, era stato previsto durante il COVID come effetto del lungo periodo di isolamento, era stato previsto più di qualche lustro fa, quando si cercava di mettere a fuoco il rischio emarginazione di stranieri che arrivavano per lavoro, per le carestie o per le guerre. Allora si rifletteva e si lavorava sulle politiche di inclusione, di prevenzione del disagio, di integrazione di bambini, giovani, famiglie e lavoratori, attraverso un monitoraggio costante delle situazioni e una attivazione a livello istituzionale e sociale di tutti gli attori e le “agenzie educative” del territorio.</p>



<p>Anche a Castelfranco nei primi anni del 2000 si lavorava su questo fronte. Ricordo il Progetto Giovani, lo Sportello e la Consulta Giovani, il Consiglio Comunale dei Ragazzi, i tavoli di coordinamento fra Comune, Scuole, Parrocchie, Associazioni, Cooperative, Polizia Locale e Forze dell’ordine. Ricordo il lavoro fra Servizi Sociali Comunali, AEEP e datori di lavoro, per gestire le richieste di una casa o di un alloggio per i lavoratori stagionali. Ricordo l’ULSS 8 protagonista con i Piani di Zona, focalizzati sul monitoraggio dei servizi territoriali e sull’intercettazione dei bisogni primari della società, a partire dai più fragili: minori, famiglie, lavoro, disabilità, solitudini, violenze, per dare le migliori risposte creando sane alleanze sul territorio.</p>



<p>Poi, dal secondo decennio del 2000, sono iniziati i tagli lineari: tagli su servizi, scuola, cultura, sociale, sia a livello generale – nazionale e regionale – che locale. Ci sono state aggregazioni, esternalizzazioni, accorpamenti: in pratica abbiamo visto le agenzie di erogazione dei servizi allontanarsi dai luoghi di riferimento, dove le domande potevano venire direttamente intercettate. I Comuni &#8211; e anche il nostro – hanno esternalizzato sportelli e delegato Agenzie o Consorzi.</p>



<p>Ora però c’è un’emergenza che ci impone di fare tesoro delle esperienze positive e di fare squadra. Nell’ultimo Consiglio Comunale del 30 Aprile ’25 abbiamo discusso su una delibera che destina un Finanziamento di 390.000 euro del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, cofinanziato UE, all&#8217;Ambito Territoriale Sociale VEN_08 (ex ULSS 8). Obiettivo, la ristrutturazione di un edificio pubblico di Castelfranco, (ex Caserma della Guardia di Finanza di Via Damini). Destinazione: “Allestimento di uno spazio funzionale di esperienza” da completare con arredi e attrezzature informatiche per il progetto DesTEENazioni-Desideri in Azioni.</p>



<p>Ma, insieme alla somma destinata alla ristrutturazione, è arrivato anche un finanziamento di 2.822.000 € &#8211; quasi 3 milioni di euro – da destinare, in tre anni, alla progettazione di attività e iniziative rivolte ai giovani e giovanissimi residenti nel nostro Ambito Territoriale Sociale. Non perdiamo questa occasione straordinaria. Non sprechiamo tempo. L’Assessore al Sociale Oscar Miotti ha affermato in Consiglio che ai nostri Comuni è stata offerta una grande opportunità e che questa non va sprecata. Tantomeno oggi, alla luce del disagio che emerge fra i giovanissimi, che va intercettato con determinazione e lucidità, avvalendosi di tutte le Agenzie educative e le risorse del territorio, valorizzando le competenze e le esperienze di tanti operatori e soggetti presenti e sensibili. Ha chiesto di “fare squadra”, di collaborare tutti insieme, al di là delle appartenenze e del colore politico.  </p>



<p>Noi, Lista Civica,  ci stiamo, noi ci siamo: lavorare insieme, con umiltà e abnegazione, a servizio delle nostre comunità, è un dovere civico che abbiamo, non intendiamo sottrarci e, all’appello, risponderemo: “Presente”.</p>



<p>(In foto: Scolaresca, 25 aprile 2009)</p>
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		<title>25 aprile 1945 &#8211; 30 aprile 2025</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maria Gomierato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 May 2025 18:50:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[80 anni da celebrare con gratitudine e rispetto Il 30 aprile Castelfranco ha visto il Consiglio Comunale aprirsi con uno scontro aperto di matrice ideologica. Non è stata la prima volta, forse non sarà l’ultima, ma non sarebbe dovuta andare così. Prima di ogni seduta di Consiglio, si riuniscono infatti i capigruppo delle varie rappresentanze [&#8230;]]]></description>
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<p>80 anni da celebrare con gratitudine e rispetto</p>



<p>Il 30 aprile Castelfranco ha visto il Consiglio Comunale aprirsi con uno scontro aperto di matrice ideologica. Non è stata la prima volta, forse non sarà l’ultima, ma non sarebbe dovuta andare così. Prima di ogni seduta di Consiglio, si riuniscono infatti i capigruppo delle varie rappresentanze di maggioranza e minoranza, con il Presidente del Consiglio e talvolta anche il Sindaco, per valutare insieme la scaletta degli argomenti, cercare di concordare l’ordine dei lavori e approfondire qualche tema su cui non c’è chiarezza o condivisione.</p>



<p>Ebbene, in Conferenza Capigruppo, Rizzo di Fratelli d’Italia aveva &nbsp;portato due iniziative: la presentazione di una Mozione per intitolare a un giovane neofascista, Sergio Ramelli, un parco o una strada a 50 anni dal suo assassinio per mano di un gruppo di estrema sinistra e il dono di un libro su Ramelli alla Biblioteca Comunale di Castelfranco.</p>



<p>Abbiamo cercato in tanti di dissuaderlo dal presentare una Mozione che si sarebbe potuta contrapporre in qualche modo a un’altra Mozione, presentata dal Consigliere indipendente Diego Giovine, per l’intitolazione di un luogo pubblico alla Scorta dei Giudici Falcone e Borsellino, assassinati nelle stragi di Capaci e di Via D’Amelio. Abbiamo ribadito che certi temi devono essere maneggiati con la massima cura per non creare inutili e dannose contrapposizioni ideologiche in un contesto di amministrazione pubblica che va riservato alle scelte di governo di una Città e al servizio ai cittadini. Alla fine, i due Consiglieri proponenti avevano accettato di non presentare le loro mozioni e sembrava che il tutto fosse rientrato.</p>



<p>E invece no. Perché i contenuti della Mozione del Consigliere di FdI &#8211; che erano usciti dalla porta &#8211; sono rientrati dalla finestra con uno “stratagemma”: la “mozione” è stata girata in “comunicazione” ed è stata letta da Rizzo in apertura di Consiglio. Una forzatura e una chiara provocazione. E così le reazioni dei Consiglieri di opposizione si sono susseguite in un crescendo di accuse pesanti e violente che non hanno certo aiutato a valutare con lucidità la vicenda. Un’ora di scontro acceso, con una coda a fine seduta, oltre la mezzanotte.</p>



<p>Sono intervenuta anch’io per il mio gruppo, a sottolineare che i morti vanno rispettati e non strumentalizzati, che un conto è onorare gli uomini e le donne della scorta dei Giudici Palermitani caduti facendo il loro dovere e altra cosa sono gli assassinii di matrice politica, per opposte appartenenze di estrema destra e di estrema sinistra che negli anni ’70 e ’80 del ‘900 avevano come obiettivo la strategia della tensione, per destabilizzare il Paese e far cadere le Istituzioni Democratiche.</p>



<p>È molto triste che questo conflitto in Consiglio Comunale sia nato a ridosso della celebrazione del 25 Aprile e della vittoria della Resistenza, perché da lì è nata la Costituzione della Repubblica Italiana, con i suoi princìpi democratici, in una Europa che ha garantito 80 anni di pace dentro ai suoi confini, dopo secoli di contrapposizioni e di conflitti fra gli Stati Nazionali. Non possiamo dimenticare che uno dei Padri Costituenti era un Castellano, Domenico Sartor, poi Sindaco e Parlamentare, il primo Sindaco del dopoguerra e il “padre” dello sviluppo sociale, economico e culturale di una Castelfranco che emergeva dalla Seconda Guerra Mondiale provata, impoverita, devastata. “Suoi” gli Istituti Professionali, le fabbriche e lo sviluppo industriale del dopoguerra, l’ospedale, la Casa di Riposo, l’evoluzione dell’agricoltura, la gestione dell’emigrazione e molto altro.</p>



<p>È necessario essere consapevoli di tutto ciò e, in una Città che ha visto emergere figure come la Sua e quella di Tina Anselmi, prima staffetta partigiana e poi due volte Ministro della Repubblica, abbiamo il dovere di cercare la migliore sintesi per continuare a gestire la loro preziosa eredità e dare le risposte concrete alla nostra Castelfranco, con le scelte politiche necessarie alla Polis, ai cittadini che hanno diritto a una buona amministrazione. Non contrapposizioni ideologiche solo per appartenenza di partito, ma sintesi per il “bene comune”. Per chi governa una città e per la sua Assemblea Consigliare questo è il massimo obiettivo da raggiungere: lavorando con disciplina e onore, maggioranza e opposizione, ciascuno con le proprie responsabilità, come la Costituzione Repubblicana chiede a chi serve – pro tempore &#8211; le Istituzioni.</p>



<p>(In foto: Domenico Sartor, Padre Costituente, Sindaco e Parlamentare castellano)</p>
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