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NOI LA
CIVICA

Correva l’anno…

Qualcuno che ha buona memoria, ha letto in questi giorni di una delibera adottata dalla Giunta per il completamento del Museo dell’Opera del Duomo e mi ha sollecitata a ripercorrere il momento in cui proprio questo progetto vedeva la luce.

Correva l’anno 2008: era il 7 di giugno di 14 anni fa quando – per la cerimonia della prima pietra dell’Auditorium e Museo del Duomo – eravamo davvero in tanti. Con l’entusiasmo contagioso delle sfide importanti e la trepidazione per la consapevolezza del valore di questo progetto.

Castelfranco aveva dentro le mura il suo Cinematografo, il Cinema Pio X, di proprietà della Parrocchia del Duomo, frequentato da generazioni e generazioni di castellani, chiuso dopo gli anni ’70, quando altre strutture erano state aperte per offrire nuove e migliori opportunità di visione e di ascolto.

Così, quando nei primi anni 2000 la parrocchia aveva ipotizzato una ristrutturazione, con una riconfigurazione del compendio adiacente alla canonica, l’Amministrazione comunale aveva valutato positivamente e condiviso l’obiettivo: al posto del vecchio cinema, si apriva la possibilità di avere in centro storico un nuovo Auditorium con adiacente il Museo dell’Opera del Duomo. In quel periodo, partiva anche la ristrutturazione di Casa Giorgione e il centro cittadino si stava configurando come uno scrigno capace di valorizzare i suoi tesori: dal Teatro Accademico alla Casa di Giorgione, dal Duomo alla Biblioteca con il suo archivio storico, al Conservatorio Steffani.

Con il parroco, Monsignor Lino Cusinato, i tecnici comunali avevano valutato le proposte progettuali e, dopo la Giunta, anche il Consiglio Comunale aveva deliberato l’avvio del progetto il 21 maggio del 2001. Un nuovo Auditorium che diventava risorsa per la Città, complementare al Teatro Accademico e fruibile anche dal Conservatorio, una sinergia importante che si completava con il Museo dell’Opera del Duomo in dialogo con Casa Giorgione e i tesori d’arte e di architettura della Città.

Sponsor di questa importante operazione, il Presidente di Fondazione Cassamarca Dino De Poli che, dopo aver finanziato il restauro di Casa Giorgione, si apprestava a finanziare questa seconda importante opera. L’iter era abbastanza complesso – vista la delicatezza dell’ambito – e, alla fine, il permesso di costruire portava la data del 25 ottobre 2007. I lavori erano partiti il 24 gennaio del 2008 e si era tutti molto fiduciosi. Alla cerimonia ufficiale di avvio lavori erano presenti il Vescovo Andrea Bruno Mazzocato, il parroco Monsignor Lino Cusinato, e poi tanti cittadini con Sindaco, Giunta, Consiglieri, progettisti e impresa costruttrice.

La gru aveva avuto una concessione di utilizzo del suolo pubblico per tre anni e quindi quello era il tempo che si prospettava per la conclusione dei lavori. Ma la crisi dei mercati che, partita con il fallimento della Lehman Brothers negli Stati Uniti, aveva scompaginato tutti gli equilibri a livello mondiale, arrivò a toccare anche la banca che sosteneva la Fondazione e si chiusero tutti i rubinetti. Il primo stanziamento aveva permesso di portare la struttura a un grezzo avanzato, ma per completare l’opera servivano ancora notevoli capitali. Nel 2012 la parrocchia aveva chiesto e ottenuto una proroga della concessione per il completamento dei lavori ma i finanziamenti necessari non erano più arrivati.

A gennaio 2015, la gru posizionata sui giardini a sud delle mura era stata rimossa (in foto): ma la speranza di poter ripartire con questo sogno evidentemente no. E in questi giorni, opportunamente, approfittando di una congiuntura favorevole rappresentata dai fondi PNRR, riparte la sinergia tra Parrocchia, Comune e Conservatorio, confidando in una nuova stagione di investimenti per la cultura, per realizzare un sogno che parte da lontano e che, se coltivato bene, può ancora realizzarsi.

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