Manca solo “…e vissero tutti felici e contenti”. Perché il quadro con cui reagiscono alle critiche sulla stampa i due funzionari della sanità provinciale e regionale, è un quadro di perfetta efficienza. Non ci sono attese al CUP, il personale delle strutture private accreditate sopperisce alla mancanza di medici e le liste d’attesa sono esaurite.
E il direttore Benazzi sottolinea le prestazioni dei pochi reparti di eccellenza che ci sono rimasti: la cardiologia, la neurologia, l’angiologia, e anche il centro emofilia, uno dei nostri ex fiori all’occhiello, rientrato nei servizi ULSS dopo un paio d’anni di esperienza sotto lo IOV.
E ci mancherebbe altro che quelle poche attività rimaste all’ospedale generalista – e che erano e sono un’eccellenza di Castelfranco – non funzionassero: perché a Castelfranco le eccellenze c’erano e non erano doppioni. La sinergia con Montebelluna funzionava bene, il territorio era servito con equilibrio e i bilanci almeno fino al 2010 erano in ordine, anche questi sono dati che hanno valore.
“Sgangherato” è un termine che non mi piace ma l’ho ripreso da una dichiarazione del presidente Zaia che così definiva gli ospedali della regione: e il nostro non era né sgangherato né un “cadavere eccellente”, come era stato descritto in modo offensivo nella campagna elettorale di due anni fa.
Prendiamo atto che la sinergia con lo IOV secondo la direttrice di Padova e il direttore dell’ULSS 2 funziona bene: però qualcuno dovrebbe spiegare come mai c’è stata – e continua – la fuga di medici e infermieri dai nostri ospedali, tutti e due. Perché, con la perdita di reparti a Castelfranco, logicamente anche Montebelluna è andata in sofferenza. Verificare come esempio solo l’ortopedia, dove siamo rimasti con soli due medici per un bacino di 250.000 abitanti e le difficoltà per utenti e operatori sono pane quotidiano. Vorremmo tanto sentire anche la voce della politica, perché i dirigenti eseguono ma sono i politici che dettano la linea da seguire.
E vorremmo anche avere qualche dato sui tempi della radioterapia: sappiamo tutto sui gelsi che sono stati spostati con grande cura per fare posto al bunker ma fra le tante dichiarazioni di questi giorni non abbiamo letto alcuna informazione sull’avvio dei lavori.
La radioterapia è un servizio essenziale per questo territorio, è stata considerata tale fin dalle schede regionali del 2002: avere almeno questa, in supporto allo IOV e all’Oncologia di Montebelluna, sarebbe una risposta di conforto per i tanti pazienti che fanno la spola fra Castelfranco, Montebelluna e la radioterapia di Treviso.
Attendiamo fiduciosi.