Regalo sotto l’albero per il Sindaco di Castelfranco Veneto Stefano Marcon: che in conferenza stampa – alla Vigilia di Natale – dichiara di aver trovato i soldi per la nuova piscina comunale. Un “tesoretto” da 4 milioni di euro, maturato dopo un’operazione fatta nel 2005, Amministrazione “Vivere Castelfranco”, sindaco Maria Gomierato.
In Consiglio Comunale avevamo deliberato infatti l’istituzione di B.O.C., Buoni Obbligazionari Comunali, utili a finanziare Lavori Pubblici: e ora, alla scadenza ventennale, potrà essere acceso un mutuo di pari valore. Per fare quale opera pubblica? La nuova piscina comunale, ha dichiarato Marcon, che avrà come base il progetto faraonico – costato 300.000,00 euro – di tre anni fa e che prevede un fabbricato da zona industriale in pieno centro cittadino. Beneficiando di una operazione, promossa dal Settore Economico-Finanziario, che allora la Lega con le altre minoranze aveva contestato ma che ora le capita a fagiolo: perché così il Sindaco attuale può evitare l’accusa di danno erariale per aver speso 300.000,00 euro per un progetto sepolto in un cassetto.
Naturalmente Marcon mi ha chiamato subito per informarmi come ex Sindaco e per ringraziare la Giunta e la maggioranza di allora che aveva reso possibile questo importante investimento… No, non è vero, nessuna informazione come del resto è sempre stato. “Fair play” è una espressione obsoleta, meglio la “cancel culture”, va molto più di moda.
Peccato che la scelta di utilizzare soldi procurati da chi oggi è in minoranza vadano proprio alla nuova piscina, a un’opera divisiva, contro la quale hanno firmato migliaia di cittadini e che la Città non vuole, non così, non con quell’impatto devastante.
Era proprio così difficile portare questa informazione in Consiglio Comunale e cercare di trovare per quei 4 milioni di euro una destinazione più condivisa? Per esempio, il restauro e l’adeguamento di Palazzo Novello come luogo generatore di cultura: perché tutto il Consiglio, all’unanimità, nel 2021 aveva votato per esercitare il diritto di prelazione quando quel bene così importante, dal grande valore storico e simbolico, era stato messo in vendita dalla Banca.
Noi come Gruppo Consigliare Civico chiederemo che il Sindaco venga a riferire e a confrontarsi in Consiglio e che almeno ascolti le riflessioni o i suggerimenti che altri rappresentanti dei cittadini vorranno fare. Sarebbe un sano esercizio di democrazia, non la pretesa di comandare e tirare dritto, tanto “le elezioni le abbiamo vinte noi”.