“Per quanto riguarda i servizi ospedalieri, andrà garantita la presenza dei servizi di base e andranno ancora percorse le migliori opportunità di insediamento di specialità di caratura più ampia, sia all’interno della riorganizzazione delle ULSS che sul piano regionale”.
Questa l’unica frase riguardante l’Ospedale San Giacomo presente nel corposo fascicolo che ci è stato presentato in Consiglio Comunale: il DUP, Documento Unico di Programmazione 2023-2025, dove l’Amministrazione anticipa le sue politiche da qui alla fine del suo mandato. Un programma triennale nel quale abbiamo trovato esattamente la stessa frase del 2022 e del 2021. Un copia-incolla che non può che lasciare increduli e avviliti dopo che da due anni portiamo all’attenzione del Sindaco tante problematiche legate alla carenza grave di servizi ospedalieri rivolti ai cittadini della Castellana e dell’Asolano in particolare.
Ma come si può accettare una programmazione come questa, quando i campanelli d’allarme sono continui e in Consiglio Comunale si continuano a segnalare problemi e pericoli per la salute, per l’assistenza e la cura di tante patologie? E non c’è una parola sullo IOV che, a detta dei funzionari che sono venuti anche in Consiglio, opera in sinergia con l’ospedale: i problemi non ci sono, sono solo nostre impressioni.
Certo, basta adattarsi alle liste d’attesa di mesi, alle code agli sportelli perché non si riesce a prenotare online o al telefono, a pagare prestazioni in libera professione, anche queste con rilevanti attese, o a rivolgersi a centri privati. Che non mancano: in 10 anni, dal 2011 al 2021, sono decuplicati passando da 38 a 380. Con buona pace del Presidente Zaia che dichiara che in Veneto la sanità è pubblica e che lui non chiude ospedali.
Così infatti sui giornali il 31 luglio scorso: “Noi non chiudiamo ospedali e per favore non fatemi perdere tempo, si smetta di dirlo una volta per tutte. Sono 12 anni che governo questa regione, di ospedali ne ho ereditato 68 e ne riconsegno 68 e non sgangherati come li abbiamo trovati.”
Ma non cita Castelfranco, forse il sessantottesimo, che era tutto fuorchè sgangherato: lo è purtroppo diventato adesso. Il nostro San Giacomo era un gioiello, la Regione ci ha calato dentro lo IOV gratis, l’Amministrazione Lega ha lasciato fare e noi cittadini-utenti siamo rimasti senza.
Zaia cita Conegliano, definito uno dei tre poli principali della Marca, un investimento da 70 milioni di Euro che porteranno a un ospedale completamente rifatto, poi cita Oderzo, nuovo ospedale anche qui, e alla fine il San Valentino che “sarà potenziato”. Ci auguriamo soprattutto di risorse umane!
Perchè l’ospedale di Montebelluna avrà bisogno davvero di potenziamento, visto che Castelfranco è sparito dagli investimenti regionali. Con situazioni come quella descritta da un’infermiera del reparto nascite che ha segnalato quanto avvenuto a inizio luglio, quando il reparto di patologia neonatale di Castelfranco è stato chiuso e un neonato con sua madre sono stati trasferiti d’urgenza a Montebelluna per seri problemi del piccolo. E doveva essere una gravidanza “non a rischio”!
Quando – due mesi fa – avevamo saputo di questa nuova perdita, l’avevamo denunciata subito con una interrogazione urgente in Consiglio Comunale, chiedendo al Sindaco di intervenire presso l’ULSS. Perché nessun parto può essere considerato “non a rischio”, è un momento molto delicato, gli imprevisti possono sempre capitare ed è necessaria la presenza di specialisti che intervengano tempestivamente.
Evidentemente il Sindaco non ha trovato ascolto, la Castellana continua a perdere servizi e continueremo a viaggiare per la provincia in cerca di un posto letto ma anche di un ambulatorio o di uno specialista. Perché accordi e investimenti se ne fanno ancora: a Valdobbiadene c’è un nuovo accordo per il potenziamento dell’attività ambulatoriale con l’IPAB degli “Istituti San Gregorio” che ha in programma il potenziamento della sede con cardiologia, allergologia, endocrinologia, neurologia, ostetricia e ginecologia, ortopedia e anche radiologia. E potenziare Castelfranco, no?
Così, in attesa del prossimo DUP, un brindisi col prosecco!