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NOI LA
CIVICA

Cantieri che passione

Sappiamo quale sia la complessità dei lavori pubblici: mettere mano su aree pubbliche, con gli imprevisti sempre dietro l’angolo, l’accessibilità a luoghi e servizi pubblici che va garantita, la necessità di tenere conto delle esigenze di famiglie e attività economiche… Non è per niente semplice. L’abbiamo sperimentato a Castelfranco ad esempio 20 anni fa, con i lavori per l’eliminazione di sette passaggi a livello, quando le ferrovie e la Regione lavoravano alla Metropolitana di Superficie. Con i sottopassi, le bretelle e i cavalcavia da realizzare e la pazienza dei cittadini e degli operatori messa a dura prova. Ma poi, a lavori conclusi, con una maggiore sicurezza recuperata e un migliore sistema di mobilità avviato, erano presto dimenticati i disagi: e il posizionamento di Castelfranco al top in Italia per qualità della vita – a conclusione di quelli come di molti altri lavori – era un risarcimento tangibile anche dei sacrifici e degli investimenti fatti.

In questo ultimo periodo, però, i cantieri si sono moltiplicati: e, visibilmente, non per un progetto complessivo di miglioramento organico della mobilità o della sicurezza, ma per una serie di interventi spot che talvolta abbiamo visto sovrapporsi e confliggere l’uno con l’altro. Si sono create così non poche criticità, soprattutto per l’accesso a servizi pubblici o privati, in centro storico come nei quartieri cittadini o sulle vie di collegamento centro-frazioni, interessando Salvarosa, Campigo, Treville e Sant’Andrea. L’accesso all’ospedale ha trovato negli ultimi mesi ostacoli pesanti e si sa quanto diventi difficile gestire anche una semplice deviazione, quando c’è di mezzo una urgenza legata alla salute. 

Confidiamo che l’accumulo dei lavori nasca anche dalla necessità di completare gli interventi prima dell’inizio della scuola, ma siamo oramai a una settimana scarsa da quella data e le griglie arancioni di cantiere, con cartelli di divieto o di sbarramento su strade importanti, non sembrano in via di smantellamento. Forse qualche comunicazione puntuale e tempestiva in più, qualche comunicato che avesse definito bene i tempi previsti ed eventuali chiari percorsi alternativi, o anche un “piano B” se necessario, sarebbe stato opportuno programmarli.

E comunque – noi – di cantieri operativi, ne vorremmo almeno altri due: quello delle Mura medioevali e quello del Terminal bus. Quello delle Mura non confligge con la viabilità e con l’inizio delle scuole, ma si scontra con la necessità di rendere proficuo al più presto un investimento di oltre un milione di euro, finalizzato a creare nuovo interesse per la nostra Città e per la sua offerta turistica. Le novità sono importanti, sono utili per portare vitalità nei centri storici: un percorso in quota sulle mura può essere motivo di grande attrazione per una Città Murata bella come la nostra. Utile quanto mai oggi, quando constatiamo ogni giorno di più il declino preoccupante del nostro centro cittadino: non c’è più tempo da perdere.

Il secondo cantiere, invece, quello del terminal bus, qualche criticità potrebbe crearla, interessando temporaneamente anche i punti di accesso della viabilità di adduzione, ma i benefici che porterebbe supererebbero di gran lunga i disagi. Perché i pullman degli studenti – o gli autobus che servono tutta l’area della castellana e della pedemontana – non dovrebbero aggiungere al servizio in sé anche il trasferimento a un terminal bus lontano dal terminal ferroviario come ancora oggi accade. Perciò ci auguriamo che questo cantiere parta al più presto, che il Comune riesca finalmente a escutere la fidejussione qualora la ditta responsabile di quel lavoro resti inadempiente e che finalmente si sottragga al degrado e ai disagi uno snodo strategico della nostra città.

Due cantieri diversi, due cantieri importanti per ragioni diverse, ma vitali. L’impegno per completare i lavori, strappato al Sindaco in Consiglio Comunale, deve trovare riscontro tempestivo e concreto: ne va della qualità della nostra vita, della Città e dei cittadini.

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