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NOI LA
CIVICA

La scuola, un punto di forza

Se c’è un asset che storicamente ha caratterizzato Castelfranco è l’offerta formativa. Già un secolo fa la nostra Città offriva corsi di formazione professionale con rette favorevoli per i giovani provenienti da altri Comuni, per portarli a Castelfranco e battere la concorrenza di offerte formative di altre realtà come Bassano o Camposampiero.

E anche oggi, pur in modo diverso, la sfida si ripete. Se fra gli obiettivi strategici del Documento di Programmazione del Comune c’è il “Mantenimento di tutti i plessi di scuola primaria e secondaria presenti”, è evidente che le politiche e le azioni devono essere conseguenti.

Sono, cioè, necessari servizi che rendano attrattive le nostre Materne e le Primarie del centro e delle Frazioni, così come le Scuole Medie, con un supplemento di impegno per dare garanzie ai genitori di qualità e di continuità. E facciamo riferimento in particolare al servizio di trasporto scolastico, al servizio mensa e all’accoglienza pre e post-scolastica degli alunni. I disagi e le criticità che sono emerse anche all’inizio di questo anno scolastico, in particolare nel trasporto degli alunni, sono un segno che le misure adottate non sono sufficienti. I disagi possono essere motivo di abbandono dei nostri plessi in favore di altri meglio serviti e lo stesso possiamo dire per la sorveglianza e l’accoglienza pre-scuola.

Analogo discorso per la mensa: gradatamente si è arrivati a garantire lo scodellamento in quasi tutti i plessi scolastici, ma alcuni sono ancora serviti da vassoi preconfezionati che si sono dimostrati poco graditi e fonte anche di spreco di cibo. Dobbiamo aggiungere che, purtroppo, non consideriamo una buona notizia l’inizio lavori per la mensa presso la scuola media Sarto: la leggiamo come la pietra tombale sulla scuola elementare Colombo che lascia definitivamente il suo plesso di via Puccini per rimanere per sempre accorpata alla Scuola Media. Una scelta sbagliata che questa amministrazione non ha voluto correggere.

Gli equilibri nel tessuto scolastico sono sempre delicati e il problema della denatalità dovrebbe consigliare una maggiore prudenza nelle scelte. Perché i segnali di attenzione di una Amministrazione Comunale e la qualità dei servizi offerta, pur comportando il sacrificio di un maggiore costo per la collettività, possono fare la differenza e far rimanere aperte scuole che altrimenti, perdendo anche solo pochi alunni, rischiano la chiusura. Il Sindaco e la Giunta non dovrebbero sottovalutare questi aspetti e tenere un raccordo più stretto e continuativo con le Associazioni dei genitori e del territorio che offrono collaborazione ma devono trovare accoglienza e ascolto.

Abbiamo anche chiesto in Commissione e in Consiglio Comunale maggiori iniziative per migliorare e ampliare l’offerta: più laboratori, più aree attrezzate anche all’aperto, sistemi di ricambio d’aria nelle aule, vista l’esperienza della pandemia. Finora tutto fermo. Rischiamo di chiudere la stalla quando i buoi sono scappati: e sappiamo bene tutti l’importanza della presenza di una scuola nel tessuto urbano, sia nel centro che nelle frazioni. Certo è che, degli Amministratori pubblici, dovrebbero saperlo e farsene carico perché – in una città – una classe perduta o una scuola chiusa sono un faro che si spegne.

(In foto la Scuola Elementare di Salvarosa)

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