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Investire in Cultura, la sfida

Quando si parla di Cultura nelle pianificazioni delle Istituzioni pubbliche, spesso si ha l’impressione che la definizione di “Cenerentola” sia proprio quella più calzante. E alla Cultura sappiamo che si aggancia tutta una gamma di ricadute che coinvolgono in modo importante il tessuto economico e sociale di un territorio. Di più: gli investimenti nell’ambito della Cultura hanno statisticamente un ritorno economico di 7 a 1 e ne abbiamo avuto conferma quando, nel 2009-2010, Castelfranco diventava protagonista in quest’ambito con le celebrazioni per il quinto centenario di Giorgione. Ed eravamo in testa ai Comuni italiani per qualità della vita.

Castelfranco, d’altra parte, ha una lunga tradizione di impegno su questo fronte perché, già all’alba dell’unità d’Italia – anno 1878 – celebrava il IV centenario della nascita del suo massimo artista, Giorgione, dedicandogli la statua monumentale lungo il Passeggio Dante. Da questo settore quindi ci si aspetta molto anche perché, come incipit al programma triennale della Giunta, leggiamo: Cultura, fondamento di una comunità. Fra gli obiettivi strategici c’è una maggiore accessibilità ai luoghi della cultura e quindi ci aspettiamo un allungamento degli orari di apertura di luoghi essenziali per lo studio e per la ricerca come la Biblioteca Comunale ma anche un consolidamento delle attività di animazione culturale e di laboratori didattici che hanno dimostrato di incontrare molto interesse. Utilizzando magari anche il giardino interno a pianterreno, che in passato è stato al centro di interessanti rassegne estive in collaborazione con Associazioni culturali e con il Conservatorio Steffani.

Un altro luogo della Cultura, protagonista in Città, è il Museo Casa Giorgione. Anche qui confidiamo in una maggiore accessibilità anche in funzione di promozione turistica, un Museo aperto non solo dal venerdì alla domenica come già successo. Ed evitando l’occupazione degli spazi allestiti a Museo con Mostre temporanee che non siano in stretta relazione con il Museo stesso. Un esempio positivo la Mostra “La beffa” che faceva “dialogare” Giorgione e Canova. Per altre “temporanee”, c’è il secondo piano che, dopo il restauro dei primi anni 2000, è agibile e ben si presta ad allestimenti di interesse storico e artistico.

Poi, per quanto riguarda le Mostre, c’è da sempre la galleria del Teatro Accademico, un luogo molto frequentato e prestigioso. Ma proprio quel prestigio merita una attenta valutazione delle richieste di allestimento e una analisi di altre opportunità, senza amnesie, ad esempio considerando Palazzo Novello: un bene importante acquisito a inizio 2021, un investimento che responsabilizza tutta l’Amministrazione. Fin dall’inizio l’obiettivo era la sua valorizzazione per farlo diventare – come auspicato da tutto il Consiglio Comunale – il fulcro delle attività culturali di Castelfranco Veneto ma non ci sono voci precise che lo riguardino sul Piano triennale delle Opere pubbliche. Neanche un Euro: una lacuna che va colmata al più presto perché ogni ulteriore ritardo compromette le prospettive di intercettare fondi pubblici su progetti concreti di riutilizzo.

 E un’altra amnesia è la chiesetta delle Clarisse: un sito di grande valore storico e simbolico, già in passato oggetto di restauro ma poi abbandonato al degrado. Un bene recuperabile senza interventi ingenti e utilizzabile per attività culturali e sociali. Naturalmente anche per Mostre temporanee come avviene nella Chiesetta dell’Angelo a Bassano del Grappa. Anche questo gioiello ottocentesco è stato dimenticato dal Triennale dei Lavori Pubblici e dal Patrimonio che è necessario recuperare: l’abbiamo detto in tanti in Commissione e in Consiglio, ma risposte concrete zero.

Un’ultima annotazione su un lavoro in corso di grande importanza sul piano culturale, ma legato anche all’attrazione turistica di Castelfranco: il restauro delle Mura con il ripristino del camminamento di ronda. Si attende un supplemento di impegno su questo fronte poiché la pressione sulla conclusione lavori da parte nostra c’è stata più volte ma le risposte sempre evasive: e il tempo gioca a sfavore di Castelfranco perché fra le Città Murate la concorrenza non manca.

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