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NOI LA
CIVICA

Opere pubbliche, priorità e ascolto

La verifica dello stato di attuazione dei programmi delle Opere Pubbliche di una Città è un momento sempre importante che fotografa la realizzabilità concreta e lo stato di avanzamento lavori. Peccato che anche quest’anno in Consiglio Comunale sia arrivato un elenco che trascina sempre gli stessi lavori per il terzo anno consecutivo.

Continuiamo a trovare il collegamento ciclopedonale Viale Italia-Via Ospedale, il restauro delle Mura fra Torre Civica e Torre di Giorgione, il terminal bus, la Piazza di Salvatronda, la Barchessa degli Strepiti, la pista ciclabile di via Carpani, il tetto del Municipio, la copertura del Palazzetto dello Sport, il recupero dell’immobile ex casa Cattani per cohousing e asilo notturno, la ciclabile di Via Castellana e altri interventi di manutenzione straordinaria, il tutto con un aumento di costi ora previsti, e aggiornati ai prezzi delle materie prime, che sfiora il milione e mezzo di Euro.

La prima considerazione è che se si fossero rispettati i tempi, programmati almeno dal 2020, al Comune le opere sarebbero costate un milione e mezzo di meno.

La seconda è che i cittadini avrebbero potuto usufruire di nuovi spazi e migliori servizi, pensiamo al terminal bus, per esempio, che a causa dei tempi lunghi sta facendo slittare anche il nuovo deposito autobus di via Forche e la riorganizzazione del trasporto pubblico urbano e suburbano.  

Una terza considerazione è sulle opere pubbliche di cui non si parla più, se non per studi in corso come per Palazzo Novello, oppure per la nuova piscina, che non viene più citata ma su cui il Sindaco continua a fare le stesse considerazioni. Alla nostra comunicazione sulle quasi duemila firme raccolte per fare l’impianto natatorio non più in centro città, ha risposto infatti che considera – quel monoblocco sul parco – il posto giusto e che a un operatore del settore, non ci ha detto chi, quella posizione piace. Ha ammesso che c’è qualche problema di finanziamento, visto che l’impianto, con i suoi 13 ma forse 15 milioni di Euro, non trova copertura nelle risorse del Comune e quindi confida sui fondi PNRR. Anche per la gestione?

 Noi invece confidiamo che l’appello a creare altrove il nuovo impianto, sostenuto e condiviso dalle firme di quasi mille cittadini, più altrettante online, venga preso in seria considerazione dall’Amministrazione Comunale. Perché se duemila persone si sono espresse favorevolmente su proposte alternative, almeno per rispetto vanno ascoltate e le proposte valutate.

Riteniamo che il tema sia di un’importanza tale da meritare un serio supplemento di istruttoria perché oggi più che mai le aree verdi dei centri cittadini devono essere salvaguardata e possibilmente ampliate. Degli “spazio benessere” da vivere, delle aree a misura di famiglie, essenziali riserve di ossigeno per i nostri centri urbani sempre più densi e congestionati, complici anche i mai abbastanza discussi “piani casa”.

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