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NOI LA
CIVICA

Un Programma per Castelfranco?

Mercoledì scorso era la serata del D.U.P. in Consiglio Comunale. Si tratta del Documento Unico di Programmazione, un atto fondamentale, quello che imposta, per i prossimi 3 anni, le opere pubbliche e i servizi del nostro Comune. Ogni Assessore ha esposto quelli che riteneva i punti salienti di sua competenza e ha lasciato spazio alle domande dei Consiglieri che chiedevano spiegazioni, precisazioni o dettagli. Ma che chiedevano anche delle variazioni per questo documento che sarà la linea-guida del governo cittadino per i prossimi 3 anni.

Ebbene, il nostro voto non poteva essere a favore. Abbiamo scelto l’astensione perché non ci sono state aperture di fronte a un piano triennale al ribasso, per una Castelfranco che si accontenta del minimo sindacale e viaggia col freno a mano tirato. Una città che si limita all’ordinaria amministrazione, senza una visione e uno slancio che apra sguardi sul futuro. Non mancano i temi perché Castelfranco torni ad essere una Città speciale come fino a non tanti anni fa, quando era al top in Italia per qualità della vita. Giovani, scuola, natalità, anziani, valorizzazione della sua storia e della sua cultura, utilizzo ottimale degli spazi pubblici, incentivi al commercio di prossimità, cura della pulizia e del verde in centro e nei quartieri, valorizzazione dell’area sportiva di via Redipuglia con il recupero indifferibile della piscina, gestione accorta del territorio, del suolo e delle acque: tutte partite aperte su cui concentrarsi per rilanciare.

Purtroppo, alcuni Assessori lo hanno anche detto esplicitamente: oramai manca un anno, non si potrà fare granchè, i progetti per il futuro, la visione, li lasciamo alla prossima Amministrazione. Rassegnati a una gestione attendista e senza la minima assunzione di responsabilità. A questo punto, chiudere in modo sereno, con valutazioni o suggerimenti utili alla città, dopo quasi sei ore di Consiglio, cominciava ad essere difficile. E allora ci siamo trovati di fronte, come purtroppo accaduto altre volte, a una brutta pagina, dove gli atteggiamenti e gli attacchi verbali sono scaduti a un livello inqualificabile. Perché le ingiurie feriscono chi le riceve – e ne so più di qualcosa anch’io – ma non fanno certamente onore a chi le pronuncia.

Convocare un Consiglio alle otto di sera, per chiuderlo alle tre di mattina, non è una buona prassi. Un Documento di programmazione che deve guardare a tre anni avanti non può essere discusso e votato insieme ad altri 10 punti all’ordine del giorno. Si sottopongono le persone a un esercizio di resistenza e di pressione che alla fine sfocia in situazioni di insofferenza inaccettabili. 

Provi la maggioranza qualche volta ad accogliere i nostri suggerimenti: pochi punti all’ordine del giorno per dare dignità alle decisioni del Consiglio Comunale e al ruolo dei Consiglieri. Facciamo qualche Consiglio in più, se pesa sui bilanci comunali rinunciamo anche al gettone, ma fate in modo che quel momento d’incontro e di confronto resti alto e dignitoso come si addice a un organo “che rappresenta tutta la comunità e che svolge un ruolo di indirizzo e di controllo politico amministrativo”. Così recita lo Statuto del Comune di Castelfranco Veneto, così vorremmo che fosse.

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