In Consiglio Comunale, il 10 febbraio scorso si doveva deliberare sulla decadenza del Sindaco per farlo diventare “compatibile” con la carica di Consigliere Regionale alla quale ora avrebbe diritto dopo le elezioni regionali nelle quali si era candidato.
Al momento del voto, ho fatto una dichiarazione per motivare il voto contrario alla decadenza del Sindaco perché il nostro gruppo ritiene che la strada maestra sia un’altra. E ho cominciato dicendo che questo complicato passaggio amministrativo ricordava molto un momento analogo di 3 anni fa: era il luglio 2023.
Il Sindaco di Castelfranco aveva tenuto il Comune nel limbo per un mese intero. Aveva dato le dimissioni senza una ragione plausibile. E si era assunto poi la grande responsabilità di ritirarle per continuare a tenere Castelfranco in ostaggio di una maggioranza a rischio. C’era un solo voto di scarto fra maggioranza e minoranza: era rimasto infatti con 12 consiglieri a 12, più il suo voto.
È stato un azzardo calcolare che un solo voto di scarto fosse sufficiente per governare. Infatti, nessuno della sua coalizione doveva assentarsi, nessuno doveva discostarsi dalla linea decisa dal Sindaco. Parole d’ordine: tutti presenti, allineati e coperti.
Ci siamo ritrovati per quasi tre anni con un Comune “guidato” – per modo di dire – da una maggioranza fragile e risicata, con i Consigli comunali contati e convocati soltanto quando c’era la sicurezza che tutti i Consiglieri di Lega, FI e FdI sarebbero stati presenti, non poteva mancare nemmeno uno, pena la mancanza del numero legale.
E adesso, con l’assenza del sindaco, la situazione di stallo totale: 12 a 12. Fine dei Consigli comunali, basta delibere, basta provvedimenti, freno a mano tirato, i cittadini aspetteranno. Quel che è importante è conservare le poltrone rimaste, mantenere il potere fino a maggio, sperando di essere confermati di nuovo e completare il ventennio. Che evoca tristissimi ricordi.
Allora ho detto basta: Sindaco, dia le dimissioni. La nostra decisione di non votare la sua decadenza è assolutamente legittima perché nasce dalla libertà di voto che c’è in Democrazia. O, a Suo parere, siamo già in un altro ordinamento? E nasce dal rifiuto di avallare ancora altri mesi di vuoto e di incertezza come quelli che ci stiamo lasciando alle spalle.
Vada pure, abbandoni senza rimpianti questo piccolo vascello, troverà il suo posto nel comodo transatlantico della Regione. Senza rimpianti, sarebbero lacrime di coccodrillo.
Stiamo rischiando una crisi permanente quando avremmo la necessità di essere autorevoli interlocutori per i soggetti pubblici e privati con cui si costruiscono visione, opportunità e futuro. Per la salute, la sicurezza, i collegamenti, la cultura, le scuole, il lavoro… Basta così, sindaco, siamo arrivati al capolinea.
(Foto dalla Tribuna)
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