Non possiamo avere un Museo unico al mondo dedicato a Giorgione e trascurarlo, facendo mancare gli interventi di ordinaria manutenzione.
Negli ultimi tempi ci sono state due occasioni interessanti di visita al Museo Casa Giorgione: la prima in occasione della Mostra “Illustrare Degas” di Cristina Pieropan, nata da un’idea del MOMA di New York e allestita al piano ultimo del Museo; la seconda, il 24 giugno, nel contesto del progetto “Estate Tizianesca 2025” che punta alla valorizzazione delle “Città degli Artisti” della nostra Regione: Castelfranco per Giorgione, Pieve e il Cadore per Tiziano.
In entrambe le occasioni, purtroppo, si è dovuto constatare il malfunzionamento dell’illuminazione di tre elementi importanti del percorso museale: il modello di grande pregio del Barco della Regina Cornaro con le sue pertinenze, giardino e orti; le tre armature datate XV secolo poste “a guardia” della riproduzione della Pala di Giorgione e infine il cratere/vasca in marmo di pregevole fattura, del medesimo periodo, che non rivela più l’immagine di Caterina Cornaro come da allestimento originale.
In più, abbiamo notato con grande rammarico che persiste la mancanza di una teca speciale – contenente una preziosa clessidra del XV secolo, oggetto d’arte di grande valore – assente da vari anni per la necessità di un restauro dovuto, pare, a infiltrazioni che avrebbero danneggiato il manufatto.
Proprio in questi giorni l’Amministrazione Comunale ha dichiarato in più occasioni la volontà di promuovere l’offerta turistica di Castelfranco e di avere alta l’attenzione su questo versante. Ma se non si ha cura dei propri beni culturali, artistici e architettonici, le dichiarazioni restano parole vuote.
A noi preme sottolineare che il Museo Casa Giorgione era stato inaugurato nel 2009 per celebrare – insieme alla grande Mostra chiusa nell’aprile 2010 – il quinto centenario della morte di Giorgione. L’obiettivo era quello di onorare il grande Pittore e valorizzare il Fregio delle Arti Liberali e Meccaniche che si trova al piano nobile dell’edificio, opera attribuita a Giorgione, con un allestimento che offrisse al visitatore un percorso emozionale, introducendo alle atmosfere e alla cultura del Rinascimento e raccontando il Fregio stesso. In questo contesto, l’illuminazione gioca un ruolo determinante ed esalta la bellezza di ogni singolo pezzo. Nel Museo – che era stato fortemente voluto dalla Città come omaggio al suo massimo Artista – nessun oggetto è superfluo. Ogni pezzo è stato scelto con grande cura proprio per rappresentare una fase straordinaria nello sviluppo del nostro territorio e darne le necessarie chiavi di lettura.
Perciò, con una interpellanza, abbiamo chiesto al Sindaco e agli Assessori competenti di intervenire in tempi rapidi nel ripristino ottimale dell’illuminazione del Museo e di ricollocare altrettanto rapidamente la preziosa clessidra con la sua bacheca nella suggestiva sala alla quale è destinata.
Noi confidiamo che questo appello venga ascoltato e che alle dichiarazioni di impegno per la cultura e la promozione turistica seguano i fatti concreti e tangibili.
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