Parco Nightingale Bosco Urbano

Al Parco Nightingale il “Bosco Urbano Est”

Siamo stati informati in Consiglio Comunale del finanziamento di un “Bosco Urbano” a nord-ovest del centro cittadino, nel reliquato verde prossimo all’IPSIA. Una buona idea, un piccolo polmone che restituirà un po’ di ossigeno a un’area che, da “città giardino”, si è trasformata – grazie a un “piano casa” selvaggio – in un concentrato di condomìni. Ebbene, a questa buona idea abbiamo suggerito al Sindaco e alla Giunta di aggiungerne un’altra.

In fondo a Via Verdi, nel quartiere delle scuole, dei treni e fra poco anche degli autobus, c’è quel che resta dell’area verde destinata a parco e al campo da calcetto, dimezzato per far posto a un ampio parcheggio legato alla palestra dell’Istituto. Ebbene, l’area a est della scuola è stata recentemente oggetto di una bonifica in quanto già sede di un insediamento di attività artigianali anni ’70 – ‘80 ma, per fortuna, il previsto abbattimento degli alberi – querce e ontani piantati nel 2009 – è stato scongiurato con un intervento meno invasivo che li ha salvati.

L’area da bonificare ci era stata bene illustrata in Commissione Lavori Pubblici: l’inquinamento del terreno non era “a tappeto” ma “a macchia di leopardo”: quindi erano presenti ampie zone “sane”. La piantumazione di nuovi alberi adatti al luogo sarebbe perciò possibile in affiancamento a quelli esistenti e si rafforzerebbe l’assorbimento di anidride carbonica e l’emissione di ossigeno, con l’aria del quartiere più salubre e respirabile.

Oggi i lavori di bonifica del parco sono praticamente ultimati, c’è solamente una rete arancione che separa l’area alberata dal rettangolo di prato “ex calcetto”. Sarebbe molto utile approfittare di questo momento di lavori ancora in corso per realizzare una nuova opportuna ricarica di ossigeno. Caldeggiata, tra l’altro, anche da residenti del quartiere, vista la prossima attivazione del deposito autobus MOM.

Quello che resta del campo da calcetto, non più utilizzabile per questo sport dopo il dimezzamento subìto a causa del parcheggio auto, potrebbe diventare così un ampliamento del “Bosco Urbano” anziché rimanere un reliquato erboso (ad uso magari “sgambamento cani”). Crediamo che questa riconversione ripagherebbe della rinuncia a un’area sportiva un tempo molto frequentata e si otterrebbe una compensazione anche rispetto al grande consumo di suolo rilevato dall’ISPRA a Castelfranco Veneto dal 2012 in avanti. E il Quartiere Verdi offrirebbe un esempio virtuoso di rigenerazione urbana.

Maria Gomierato
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Maria Gomierato

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