Giorgione prigioniero

Cominciamo l’anno nuovo parlando di Cultura? Nell’incontro di presentazione del bilancio e dei programmi dell’Amministrazione per i prossimi tre anni, l’Assessore alla Cultura ha presentato le attività previste a partire da gennaio. E qui è arrivata la sorpresa.

A Castelfranco, Città d’arte e Città di Giorgione, il Museo Casa Giorgione sarà accessibile solo nei fine settimana: venerdì, sabato e domenica. Quattro giorni di chiusura su sette. Un turista, un viaggiatore, una comitiva, dal lunedì al giovedì troveranno le porte chiuse. Potranno vedere solo la Pala che per fortuna è custodita in Duomo, e quindi accessibile tutti i giorni, ma non il Fregio.

E’ un peccato, perché il Museo (in foto un particolare) è la “porta di accesso” al mondo di Giorgione e custodisce la seconda delle opere dell’artista presenti in Città. Un affresco unico nel suo genere, che non può non essere offerto a chi visita Castelfranco.

Una scelta che mortifica i nostri principali tesori, non sfrutta l’importante investimento che la Città aveva fatto nel quinto centenario della morte dell’Artista e non favorisce i flussi turistici verso Castelfranco. Ricordo che la Mostra di Giorgione del 2009-2010, ospitata nel Museo stesso, aveva attirato 140.000 visitatori. Una grande Mostra che si era dimostrata volano di promozione turistica e culturale oltre che economica. Peccato che poi l’Amministrazione subentrata a Castelfranco non abbia saputo o voluto sfruttare questo asset.

Scoprire adesso che il Museo è anche interdetto ai visitatori, è stata una amara sorpresa perché – se valorizzato con una politica intelligente – può esprimere grandi potenzialità. Perché di “Musei Giorgione” non ce ne sono altri al mondo… Ma per dargli respiro bisogna credere nella forza generatrice della cultura.

Per correggere questo, che riteniamo un errore grave, abbiamo presentato in Consiglio un emendamento sul quale gli uffici hanno lavorato in modo intelligente, prospettando delle misure di un modesto aumento del biglietto d’ingresso per coprire i costi di tre giorni in più di apertura. Magari all’inizio con poche ore ma con il solo lunedì chiuso, come in tutte le città d’arte che si rispettino.

E’ una possibilità. Valutiamola, come in Consiglio si è impegnata a fare l’Assessore alla Cultura, anche se il nostro emendamento, il nostro suggerimento, è stato bocciato da Sindaco e maggioranza al completo. Tutti contrari. Non un modo bellissimo per iniziare il 2022. Auguri, Castelfranco!

Maria Gomierato
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Maria Gomierato

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