Avevamo chiesto all’Assessore alla Scuola Franco Pivotti di dedicare a questo tema una seduta di Commissione Consigliare per conoscere nel dettaglio la situazione della scuola dell’obbligo nel quadro generale dell’offerta formativa del Polo scolastico Castellano. La relazione che ci è stata presentata ha messo in evidenza luci e ombre.
Fra le luci, una sostanziale tenuta delle iscrizioni negli Istituti superiori che, nonostante aspetti logistici ancora irrisolti, brillano per i risultati degli studenti anche a livello nazionale, grazie alla qualità del corpo docente. Immaginiamo quali potrebbero essere le performances se, accanto alla qualità degli insegnanti, ci fosse parallelamente anche quella degli spazi: accoglienti, funzionali, razionali, adeguati. Il ritardo negli investimenti da parte della Provincia ha trascinato situazioni problematiche come quella dei container o delle dislocazioni in più sedi di vari Istituti – Maffioli, Sartor, Rosselli, Nightingale, Giorgione – ma ci è stato assicurato che la Provincia farà nuovi investimenti – grazie al Recovery Fund – per le manutenzioni e per il Nightingale-Giorgione. Il persistere dei problemi legati alla pandemia ha acuito le difficoltà e si auspica che proprio la presa di coscienza di tante carenze porti a un piano di interventi finalmente risolutivi.
Ultima nota. L’IPSIA Galilei per fortuna riavrà l’autonomia grazie all’abbassamento del numero degli iscritti necessario per garantirla, da 600 a 500 studenti, ma il vero salto di qualità, con l’aumento delle iscrizioni, potrebbe venire dalla realizzazione di quel Polo Tecnico – ITIS Barsanti e IPSIA – che il Piano Regolatore fin dal 2004 ha previsto in sinergia. Si tratterebbe di una scelta strategica, orientata a una offerta di specializzazione che sarebbe ossigeno per le attività economiche del territorio legate al manifatturiero, che potrebbe far sviluppare anche i bienni ITS e che troverebbe, nella localizzazione condivisa, possibili e utili collaborazioni e sinergie fra Istituti.
Le ombre, invece, le troviamo con la scuola dell’obbligo, con il calo della natalità e dei flussi da altri Comuni, che stanno creando una forte contrazione nelle iscrizioni a materne, elementari e medie. Calano del 30% circa le iscrizioni alle materne del Comune e del 12% calano anche le paritarie. Quasi tutte le elementari del Comune, sia del centro che delle frazioni, diminuiscono nei numeri – rispetto a 5 anni fa – con percentuali che vanno dal -1% di Sant’Andrea O/M al -28,3% della Masaccio, Zona Ovest. Le uniche scuole che tengono e sono in crescita sono quelle di Villarazzo, con +3,4% e Salvarosa, con +6,8%. Stesso quadro praticamente anche per le scuole medie, con una tenuta sostanziale dell’Istituto Comprensivo 1°, dove Giorgione e Treville crescono – in 5 anni – rispettivamente del 9,5 e del 12,8%, ma dove il Comprensivo 2° soffre soprattutto con San Floriano, che cala del 46% rispetto a 5 anni fa. L’incertezza sulla sede a Villa Balbi sicuramente non ha pagato e si vedrà come evolverà la situazione con il trasferimento presso la sede dell’ex convitto di via Postumia.
Di fronte a questo quadro, l’unico sentimento da accantonare è la rassegnazione. L’esperienza ci insegna che a situazioni come queste si può e si deve reagire perché a Castelfranco l’offerta di servizi innovativi e qualificati ha fatto e può ancora fare la differenza. Succedeva 40 anni fa con il tempo pieno a Treville, offerta “pioniera” che ha fatto crescere stabilmente per anni le iscrizioni ed è stata l’apripista per tante esperienze analoghe. E’ successo con Villarazzo, la frazione più piccola del Comune che è riuscita a mantenere la presenza della sua scuola elementare grazie a un allargamento dei servizi che davano risposte alle necessità delle famiglie.
Sta succedendo con Bella Venezia, che grazie a una importante ristrutturazione – con la creazione della mensa e della palestra – in 10 anni ha visto la scuola diventare più attrattiva e mantenere un flusso in crescita (in foto l’inaugurazione dell’ampliamento a inizio 2008). E non è ininfluente, ovviamente, il fatto che si stia sviluppando proprio in Bella Venezia una nuova lottizzazione. Un obiettivo del Piano Regolatore del 2004 era proprio questo: far crescere le frazioni più piccole per garantire loro il mantenimento dei servizi per la popolazione. La scuola è il servizio di base per eccellenza e la sua tenuta è la conferma della bontà di quella impostazione.
Sono solo esempi di come si può reagire e rilanciare anche in un periodo così difficile sia per il trend demografico, sia per l’incertezza crescente causata dalla pandemia. Offrire novità nei servizi e miglioramento nelle strutture paga, e i costi sono compensati abbondantemente dai benefici. Perché mai come ora ci si è resi conto che investire nella scuola significa investire nella qualità della vita del nostro territorio. Che non ci si può più far trovare impreparati di fronte a situazioni critiche pur eccezionali perchè prevenire è fondamentale. Senza pensare che la competizione fra scuole o con i servizi di altri Comuni possa creare problemi o conflitti: la “concorrenza” anche nei servizi scolastici è uno stimolo a migliorare, a fare sempre meglio, e quindi può solo aiutare a crescere e a dare qualità e risultati nel tempo, come insegna la storia del nostro Comune.
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