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NOI LA
CIVICA

Lavori pubblici 2024-2026: che cosa ci aspetta?

Lavori Pubblici: temi oggetto di dibattito anche serrato in Consiglio a fine anno 2023 perché un Comune può fare molto su questo fronte e dalle priorità dipendono la qualità della vita di una Città e la sicurezza dei cittadini a 360°.

Il terminal bus resta ancora la grande incompiuta fra le opere pubbliche di questa amministrazione, lo sblocco della situazione sembra sempre dietro l’angolo ma si procede di rinvio in rinvio. E’ oramai trascorso più di un anno dalla rimozione dei sacchi contenenti fibre di amianto accatastati vicino ai binari ma la situazione di degrado non è assolutamente migliorata. Purtroppo non è un bel biglietto da visita per una Città dove la stazione ferroviaria è fulcro di mobilità regionale e ogni giorno sono migliaia gli arrivi e le partenze di pendolari, studenti, lavoratori, turisti.

 E’ oramai necessario un supplemento d’impegno da parte del Sindaco e di tutta la Giunta per sbloccare questa situazione. Perché da questo dipende anche tutta la revisione del sistema di mobilità ferro-gomma di Castelfranco e della Castellana e l’organizzazione dei trasferimenti – da e per la stazione – delle migliaia di studenti del polo scolastico castellano. Dal completamento del terminal dipende inoltre la mobilità degli autobus verso il nuovo deposito praticamente completato e – si auspica – anche l’avvio di un sistema di Trasporto Pubblico Locale anche nel nostro Comune. E’ inutile rivedere il Piano Urbano del Traffico, come prevede la Giunta, se questo ganglio vitale della mobilità non è risolto e attivo. Sarebbero soldi buttati.

Non è secondario ricordare che la nostra Città è fra le più inquinate del Veneto: PM10 e smog la fanno da padroni da oltre un decennio, e in questa fine 2023 abbiamo battuto il record, trovandoci in zona rossa, fra le sei peggiori località per qualità dell’aria di tutto il Veneto. Non è un bel primato e l’incidenza di malattie respiratorie – e non solo – è lì a dimostrare quanto c’è da fare per migliorare. Se la Regione non fa niente per Castelfranco, come vediamo dalla mancanza di investimenti sulla ferrovia e sulla viabilità sovracomunale più e più volte negati, almeno facciamo noi il possibile per salvare il salvabile.

E proprio a questo proposito, abbiamo chiesto infine in Consiglio Comunale che, prima di ipotizzare nuovi sensi unici con il loro strascico di disagi e gas di scarico, si valuti l’istituzione di “Zone 30” nei quartieri. Sarebbe un incentivo alla prudenza e una garanzia di maggiore sicurezza per l’utenza debole, pedoni e ciclisti. Senza stravolgere la viabilità e senza creare nuovi disagi e nuovi cantieri. Stiamo vedendo che cosa significa avere per mesi e mesi le strade dei quartieri interrotte e scavate: per una buona causa, i nuovi servizi come la fibra o la fognatura, ma se non c’è una attenzione continua e vigile degli amministratori pubblici i problemi e i disagi diventano insopportabili.

Sarà invece meno disagevole l’intervento di riqualificazione annunciato per i giardini pubblici a nordest delle Mura (in foto) poiché il disagio per lavori ci sarà probabilmente soltanto dal punto di vista estetico e della fruibilità. Fa comunque pensare che, dei 15 milioni di Euro destinati dal Fondo Europeo SISUS 2021-2027 a 13 comuni della Castellana e del Montebellunese per lo sviluppo sostenibile, a Castelfranco siano previsti soltanto questi lavori per un importo complessivo di 820.000 Euro e la ristrutturazione di 6 alloggi AEEP. Non potevamo fare qualche altra proposta?

Nel frattempo, speriamo che i lavori di restauro delle Mura – in corso da quasi un anno – vengano completati con la possibilità di una fruizione piena e non parziale, come temiamo dalle risposte dell’Assessore in Consiglio. Sarà anche questo un tema da approfondire a breve in Commissione Lavori pubblici.

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