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Piscina: sì, no, dove, come…

Si torna a parlare della piscina: ma solo sui giornali. Ne ha parlato il Sindaco il 7 gennaio sulla stampa mettendola fra i progetti da concretizzare prima possibile. Ci ha descritto nuovamente l’impianto che ci avevano presentato ad aprile i tecnici, quando la piscina era rimasta “sospesa” per la necessità di un supplemento di istruttoria. Spazi, accessibilità, viabilità, area verde, parcheggi e – non ultimo – i costi. Ci avevano detto chiaramente che i 6 milioni di Euro ipotizzati dalla Giunta non sarebbero stati sufficienti.

L’Assessore ci aveva congedato parlando di una prossima riconvocazione della Commissione Lavori Pubblici. Promessa ripetuta in altre occasioni ma mai mantenuta. Per cui sono passati nove mesi e della piscina non si è saputo più niente. O meglio: il Sindaco sulla stampa spiegava appunto che ci saranno 8 corsie, il centro wellness, l’area per le attività estive e un collegamento esterno “che salvaguarda il monumento al marinaio”.

Ma non si sa quali soluzioni abbiano immaginato: quello che sappiamo è che pende sul centro città un capannone enorme, a due passi dalle Mura medioevali. Con un cantiere destinato a durare anni fra demolizioni, bonifiche, parcheggi, riorganizzazione di tutta la viabilità, accessi, modifiche del Palazzetto, accordi con i proprietari del resto del comparto. Ed eliminazione-spostamento del parco pubblico. (In foto, la parte di area verde occupata dal volume della piscina).

Un parco pubblico dedicato al ricordo di tutti i Marinai che hanno servito la Patria e che è l’unico parco giochi del centro frequentato quotidianamente da decine e decine di bambini e da genitori e nonni. Da spostare, dicono. Dove? Quando? E durante gli anni del cantiere, dove giocano i bambini? Dove si incontrano? In tempi come questi abbiamo capito in tanti l’importanza degli spazi pubblici, all’aria aperta. Ma non tutti l’hanno capito, evidentemente.

La piscina giusta al posto sbagliato. L’avevamo detto subito, già ad aprile. Suggerendo anche le localizzazioni alternative su spazi già di proprietà pubblica: come l’area contigua agli impianti sportivi di Salvarosa oppure la zona dell’ex foro boario e dei magazzini comunali oramai in dismissione. Con migliore accessibilità e parcheggi, senza distruggere aree verdi e parchi pubblici. E con un probabile risparmio sui costi, che voci di corridoio dicono prossimi al raddoppio rispetto ai sei milioni di Euro previsti all’inizio.

Un investimento ingente che peserà sulle casse del Comune e quindi dei cittadini per anni. Un investimento che va fatto nel posto giusto. Un ripensamento è assolutamente necessario e un confronto in Commissione e in Consiglio non è più rinviabile.

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