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NOI LA
CIVICA

Baby-gang e disagio, ma… il “benessere giovanile”?

Baby-gang e disagio, ma… quali sono gli indicatori del “benessere giovanile” e su quanti e quali stiamo agendo?

In questi giorni, sui quotidiani locali, abbiamo letto titoli come “Stretta sulle baby-gang, controlli ogni weekend”; c’è anche, per fortuna, il buon proposito dei sindaci del trevigiano di mettere in piedi un tavolo di coordinamento contro marginalità e disagio giovanile e ci sono le dichiarazioni più che condivisibili del Prefetto Sidoti, il quale dice che ai ragazzi dobbiamo dare occasioni di socialità che non siano solo strade e piazze – non nei modi in cui lo sono ora almeno, aggiungiamo Noi.

Il nostro auspicio è che si assuma un approccio multidimensionale e che si parli di “benessere dei giovani” anziché sempre e solo di disagio e devianze.

Gli indicatori per valutare questo benessere, appunto, sono vari, si va dalla salute (soprattutto per quanto riguarda l’uso di sostanze quali alcol o stupefacenti) ai temi del lavoro, dell’istruzione e della formazione, fino al benessere soggettivo (soddisfazione per la vita, prospettive future…) e a quanto concerne la coesione sociale (relazioni tra pari, partecipazione civica e politica…) e il territorio (ad esempio, l’offerta culturale, la situazione ambientale, la difficoltà nel raggiungere i servizi ecc). Aspetti che certamente competono anche a ogni Comune.

Motivo per cui, a Castelfranco, il Sindaco Marcon e il suo Assessore Marconato dovrebbero fare mea culpa: i fenomeni di disagio e devianza sono anche il frutto di un’indifferenza pressoché totale da parte della politica rispetto a giovani e adolescenti.

Purtroppo, la loro maggioranza fino ad ora ha sempre fatto del tema “baby-gang, disagio e devianze giovanili” una mera questione di sicurezza, parlando sempre e solo di telecamere e di maggiori controlli da parte delle forze dell’ordine, senza mai indagare e lavorare a monte. Ora finalmente si parla di coinvolgere almeno i Servizi Sociali.  

Ricordiamo, dunque, che proprio nell’ultima Commissione congiunta Scuola – Sociale, come gruppi di minoranza abbiamo portato all’attenzione la necessità di avere servizi di supporto allo studio per ragazze e ragazzi del biennio delle scuole superiori e, di nuovo, l’esigenza di sostenere e ampliare i progetti che la Regione finanzia nelle scuole per l’orientamento, l’empowerment, la promozione della cittadinanza attiva ecc. In passato abbiamo proposto di finanziare progetti contro la povertà educativa, di mettere in piedi uno sportello giovani e a disposizione spazi per favorire l’aggregazione e l’associazionismo, la formazione, l’imprenditoria giovanile ecc.

Una buona idea potrebbe essere quella di rimettere in piedi la Consulta Giovanile, per accogliere le proposte dei giovani stessi, perché la prima cosa da fare, a nostro avviso, è aprirsi all’ascolto e far sì che i giovani possano tornare a sentirsi protagonisti in positivo della comunità in cui vivono.

Pertanto, bene i coordinamenti intercomunali, ma si pensi anche a quanto siano importanti le piccole iniziative di prossimità: il dialogare con le realtà attive nel nostro territorio comunale, come abbiamo proposto anche per rendere presidi vivi quelle zone in stato di semi-abbandono che diventano mal frequentate e pericolose, condividendo con chi il territorio lo conosce e lo vive, dalle associazioni di quartiere e frazione a quelle culturali e di volontariato, fino alle scuole e ad altri enti, progettualità per prevenire il disagio più che per curarlo; anzi, per incanalare tante energie verso la costruzione di un futuro migliore, sul piano individuale e collettivo.

Ci aspettiamo che l’Assessore, se ancora tale, dopo questo primo incontro tra Comuni, Ulss e Prefetto che leggiamo essere previsto per il 7 marzo, si premuri di prendere l’iniziativa e portare l’argomento in Commissione consiliare.

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