Rassegnati alla “cultura degli annunci”, pane quotidiano per noi cittadini. Perché oggi quello che conta non sono propriamente i fatti ma la comunicazione che se ne dà. Attraverso la stampa, attraverso radio e televisione, attraverso i social, soprattutto: e le Amministrazioni pubbliche si adeguano.
Perché, scorrendo qualche giorno fa l’aggiornamento del Documento Unico di Programmazione 2022-2024, abbiamo trovato una variazione al Bilancio non di poco conto.
Alla voce “Informazioni ai cittadini”, siamo passati dai 37.390 € del 2021 ai 46.390 € del 2022, praticamente 10.000 Euro in più per l’incarico professionale per comunicati stampa, newsletters e conferenze stampa. Non per il Notiziario comunale, “desaparecido” di questa tornata amministrativa, sul quale chiediamo notizie da gennaio di quest’anno: ma il finanziamento del notiziario dovrebbe essere coperto da sponsor, pare di aver capito.
Quindi quasi 50.000 Euro solo per i Servizi di staff del Sindaco, per preparare comunicati stampa e annunciare le notizie importanti secondo la maggioranza. Ai quali Euro, si aggiungono i budget di 8.000 € per incarichi legati ad eventi per celebrare Tina Anselmi, e anche qui ci sono comunicati stampa ecc., 10.000 € per eventi legati all’IPA, Intesa Programmatica d’Area della Castellana, 33.000 € per attività culturali con eventi realizzati dal Teatro Accademico e varie migliaia di Euro anche per attività di promozione della Mostra su Noè Bordignon.
Siamo d’accordo, è inutile avviare delle iniziative anche interessanti socialmente e culturalmente se non vengono adeguatamente comunicate. Ma vanno comunicati fatti, non promesse, fatti, non ipotesi, fatti, non narrazioni. Perché si vizia il ragionamento, si depista, si manipola e alla fine la gente non sa più distinguere fra realtà e racconto, fra ciò che accade realmente e ciò che ci piacerebbe accadesse.
Secondo noi, le risorse che il Comune riceve con i contributi che pagano i cittadini, vanno impiegate con accortezza e con rispetto, per comunicare dati e fatti: reali, concreti e non promesse. Perché, anche se non siamo una città di mare, con le promesse da marinaio ci siamo confrontati tante volte e queste non fanno onore a nessuno: forse portano qualche voto in più ma poi la delusione allontana i cittadini e quel voto si disperde, come accade sempre più frequentemente, elezione dopo elezione.
Perché vogliamo essere trattati da cittadini e non da sudditi, vogliamo ci si dica “questo si può fare ma quest’altro non si può”, con le corrette spiegazioni: magari oggi perdiamo un voto ma, forse, domani ne recuperiamo dieci…
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