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NOI LA
CIVICA

Sanità e Bilancio, ferita aperta…

Anche quest’anno il documento Unico di Programmazione, il DUP, allegato al Bilancio, parla di sanità e servizi socio-assistenziali. E colpisce il copia-incolla sul fronte “Ospedale”.

Sul capitolo “Servizi ospedalieri” leggiamo infatti: – “Andrà garantita la presenza dei servizi di base e andranno ancora percorse le migliori opportunità di insediamento di specialità di caratura più ampia sia all’interno della riorganizzazione delle ULSS che sul piano regionale”. Fine. Frase copiata e incollata dal DUP dello scorso anno. Ma cosa vuol dire?

Cosa intende fare la Giunta di fronte alla situazione disastrosa del nostro ospedale castellano, dove resistono a fatica – ma fino a quando – gli ultimi reparti rimasti ancora all’ULSS e non ancora consegnati allo IOV? Dove esami, visite, interventi e controlli vedono liste di attesa chilometriche, salvo accettare di spostarsi in giro per la Provincia per una radiografia o una visita o rassegnarsi a rivolgersi al privato? Ma solo chi può permetterselo! E allora c’è anche chi rinuncia alla cura o a una diagnosi precoce che può salvargli la vita.

E l’emergenza Covid ha peggiorato la situazione facendo emergere con forza gli esiti infausti di una scelta politica che ha deliberatamente consegnato alla Regione il nostro presidio ospedaliero. Avevamo due ospedali per i 250.000 abitanti della destra-Piave, Montebelluna e Castelfranco. Ma Castelfranco è diventato sede dello IOV, e Montebelluna è diventato Covid Hospital. 250.000 persone senza un riferimento certo su un territorio che copre quasi metà della Provincia di Treviso.

Mentre a Conegliano, Vittorio Veneto e Oderzo si fanno investimenti milionari per ampliamenti e riorganizzazioni generali. E a Treviso si sta completando l’hub provinciale, il Ca’ Foncello, con un Project financing da 258 milioni di Euro. (Tutto questo sulla stampa di oggi).

Da Castelfranco e da Montebelluna avevamo rafforzato la sanità del territorio portando a termine 10 anni fa un’operazione coraggiosa. Avevamo completato – con un Project financing che impegnava molto meno della metà dei fondi di Treviso – il monoblocco castellano che era al grezzo da 40 anni. Avevamo ristrutturato di sana pianta l’ospedale di Montebelluna. Erano arrivati nuovi servizi di eccellenza con nuovi primari e nuove tecnologie, in particolare a Castelfranco. E c’era la fila per venire a lavorare qui.

Ora c’è la fila per scappare. Da Castelfranco come da Montebelluna: perché il nostro presidio ospedaliero, consegnato allo IOV, non presenta a oggi prospettive di crescita, di futuro. E il presidio di Montebelluna, diventato Covid Hospital causa pandemia, non garantisce più il regolare funzionamento dei reparti.

L’assessore alla sanità purtroppo difende le scelte che hanno contribuito a questa devastazione. Dà la colpa della perdita dell’ospedale al project secondo una narrazione smentita dai fatti e da tutti i project in corso. Chissà che cosa pensa adesso di Treviso e di Padova…

Per fortuna le lamentele e i disagi dei cittadini arrivano anche alle orecchie dei Consiglieri di maggioranza e del Sindaco. Il capogruppo della Lega, in chiusura di dibattito sul bilancio, ha preso un impegno concreto per analizzare la situazione e portare in Regione le istanze del territorio. Ha proposto di unire le forze, al di là del colore politico. Un passaggio importante. Un passaggio che riapre alla fiducia in vista del nuovo anno.

E potrebbe davvero essere un 2022 migliore per tutti!

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