Tina Anselmi, un ricordo

Era il 28 gennaio 2005. Era venuto in Municipio – a Castelfranco – Renato Mannheimer, noto sociologo, saggista e sondaggista, accompagnato da una signora castellana che conosceva da tempo. Aveva un obiettivo molto preciso: risalire alla famiglia castellana che aveva aiutato i suoi genitori, di religione ebraica, a riparare in Svizzera quando le leggi razziali avevano cominciato a dispiegare i loro effetti devastanti nella società italiana. Una famiglia li aveva accolti e protetti per un certo periodo, ma le maglie si stringevano sempre più. Il pericolo era ormai quello di essere scoperti, arrestati e deportati in Germania.

Fu allora che, pur consapevole dei pericoli che sicuramente avrebbe corso, un nostro concittadino decise di accompagnare i due giovani sposi in auto, oltre il confine con la Svizzera. Li aveva salvati. Renato Mannheimer aveva ascoltato questo racconto dai suoi genitori ma c’era, secondo lui, un unico dettaglio che poteva farlo risalire all’identità di questa persona coraggiosa e generosa: era il nome, il suo nome di battesimo. Perché Mannheimer era sicuro di chiamarsi Renato per gratitudine dei suoi genitori verso il loro salvatore.

Non so se la missione arrivò a compimento, se la famiglia fu alla fine rintracciata: quello che invece posso testimoniare è la gioia dell’incontro fra Mannheimer e Tina Anselmi. Il sociologo aveva chiesto di poterla incontrare proprio per ciò che lei rappresentava: la sua scelta di campo per la democrazia e contro la dittatura fascista quando era solo una ragazza, il suo percorso nelle Istituzioni democratiche, il suo impegno incessante a difesa della libertà e della Costituzione.

Oggi, nel quinto anniversario della sua scomparsa, voglio ricordarla così, Tina. Presente sempre quando si trattava di testimoniare i suoi ideali, il suo credo. Con la sua voce ferma e vibrante, con la sua convinzione: fino a che ha potuto, fino a che le forze glielo hanno permesso. In quel 28 gennaio Tina Anselmi era con noi in Municipio, in familiarità e cordialità: un tuffo nel passato ma con grande consapevolezza del presente e uno sguardo al futuro. (In foto, con Tina Anselmi e Renato Mannheimer, la signora castellana, l’Assessore alla Cultura Marilena Palleva e la sottoscritta, allora Sindaco di Castelfranco Veneto).

Maria Gomierato

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