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NOI LA
CIVICA

Un seme di futuro

Vogliamo dare un segnale preciso da Castelfranco Veneto? Nella provincia di Treviso, il primo vagito del 2021 è arrivato dall’Ospedale San Giacomo. Dal reparto materno infantile dell’Ospedale generalista un segnale positivo in un periodo nel quale si parlava, su stampa e social, solo di pandemia. Come del resto adesso, perché non ne siamo ancora fuori. Ma era arrivato Mattia, un segno di speranza, un seme di futuro. E con lui a Castelfranco altri 4 bambini, in tutto due fiocchi azzurri e tre rosa. Un segnale importante perché il tema della denatalità, la sindrome delle “culle vuote”, è un tema centrale di questo nostro tempo, decisivo per il futuro non solo dell’Italia.

Agli “Stati Generali della Natalità” che si sono tenuti ieri a Roma, sono intervenuti il Presidente del Consiglio Mario Draghi e Papa Francesco per condividere una forte preoccupazione. Il Papa per esprimere il timore di un “inverno demografico freddo e buio” e il Presidente del Consiglio per impegnare il Governo a guardare a 10 anni avanti. Servono politiche di sostegno alla famiglia – e l’assegno unico universale è ora una certezza -servono un sistema di welfare e servizi per l’infanzia che aiutino i giovani a decidere di avere figli. Perché la nascita di un figlio “deve essere soprattutto una gioia e non una preoccupazione”, affermava Francesco Belletti, direttore del Centro Internazionale di Studi sulla famiglia.

Nel 2020, il Nordest – da solo – ha perso 33.000 abitanti. In Veneto il confronto col 2008 vede una Caporetto: una perdita del 31% di nati. A questo punto è davvero necessario segnare una “linea del Piave” e l’impegno deve essere soprattutto nelle politiche del Governo che, con i provvedimenti rivolti alla famiglia anche nel Recovery Fund, ha cominciato a dare segnali di attenzione.

Noi contiamo che ci siano misure efficaci sul lavoro, sui nidi, sui diversi servizi, ma efficaci possiamo esserlo anche a livello locale, nel nostro Comune, con un sostegno speciale alla famiglia e in particolare alle donne nel momento in cui scelgono di essere madri. Offrire un supporto dopo il parto, nel momento del rientro a casa, può fare la differenza: una assistente domiciliare specializzata, che porti un servizio di aiuto e accudimento, che assista la neo-mamma nei primi giorni da sola col bambino, quando sembra tutto complicato, quando si hanno mille dubbi, quando è importante avere qualcuno a cui fare domande, qualcuno che ti ascolta e ti rassicura. Non tutte oggi possono contare su una rete familiare di supporto.

In Commissione Consigliare, come Gruppo Noi la Civica, abbiamo chiesto che il Comune di Castelfranco avvii questo servizio domiciliare dedicato alle donne che scelgono la maternità: per accompagnarle nel primo mese di vita del loro bambino, per far sentire che la loro è una scelta importante, che al Comune ”importa” la loro serenità e il loro benessere. Sappiamo che esistono servizi previsti dai Piani di Zona dell’ULSS, sappiamo che c’è il Consultorio Famigliare dove figure professionali possono seguire e dare risposte. Ma quello che può dare valore aggiunto è un segnale di attenzione che parta proprio dal Comune, non dal sistema sanitario: il messaggio che c’è una città, Castelfranco Veneto, che quando scegli di mettere al mondo un bambino ti affianca e ti aiuta. E che magari dà spazio a servizi innovativi per le giovani coppie, che mette a disposizione le proprie strutture per favorire momenti nei quali conoscere nuovi strumenti di accudimento e di cura.

L’Assessore e il Sindaco avranno questa sensibilità? Se fino a ieri c’era il blocco delle assunzioni e delle spese, oggi, grazie a finanziamenti legati alla ripartenza, è più facile avere risorse umane ed anche economiche. Con un impegno sostenibile per le casse del Comune, proviamo a lanciare il messaggio importante di una Città che accoglie: attenta ai suoi cittadini, anche ai più piccoli, alle loro necessità, soprattutto nei momenti più delicati. Un segnale in più di attenzione alle famiglie, un investimento nel futuro della nostra società, più inclusiva e più umana.

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