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NOI LA
CIVICA

Una Repubblica democratica fondata sul lavoro

“L’Italia è una Repubblica Democratica fondata sul lavoro”. Art.1 della Costituzione della Repubblica Italiana.

Queste le prime parole della nostra Costituzione, che non lasciano spazio a interpretazioni. I Padri Costituenti hanno messo il lavoro alla base della società come elemento fondante, garanzia di dignità, di benessere, di crescita…

Abbiamo celebrato il Primo Maggio quest’anno in un clima e in un contesto che ha portato più a riflettere che a festeggiare: la pandemia ha portato con sé quasi un milione di posti di lavoro e un quadro nel quale soprattutto giovani e donne sono rimasti indietro. Tante volte abbiamo sentito, in questi anni, e anche in questi mesi, la frase “non lasceremo indietro nessuno”. Bene: oggi, grazie a una azione straordinaria messa in atto dal Governo Italiano e dall’Europa con il “Next generation EU”, c’è la possibilità di ripartire con slancio, anche dai singoli passi che ogni realtà locale può fare. Speriamo possano ripartire attività produttive e servizi, creando nuovo lavoro. Speriamo possa ripartire anche una realtà importante come il Comune di Castelfranco Veneto, che si è ritrovato a perdere forza e capacità di azione anche a causa del blocco del turn-over e dei tagli lineari che hanno decurtato la forza lavoro dell’Amministrazione di oltre 30 persone in 10 anni.

Un Comune può funzionare bene, dare servizi di qualità, risposte in tempi certi, lavori e opere pubbliche, se ci sono operatori motivati, preparati e in numero adeguato, altrimenti è il coprifuoco… Tutti i risultati dei primi anni 2000 in opere pubbliche e servizi non sarebbero stati raggiunti senza una forza lavoro adeguata, non saremmo stati fra i primi in Veneto e in Italia per qualità della vita. La forza di un’impresa sono i suoi uomini e le sue donne.

In Consiglio Comunale ho chiesto al Sindaco di restituire al nostro Comune la sua forza anche con le assunzioni che sono necessarie e che il Recovery fund oggi rende possibili. Non possiamo sentirci dire in Consiglio Comunale che l’Ufficio Commercio è ridotto con un solo operatore – in una città di 33.000 abitanti – e che Castelfranco sta esternalizzando i servizi rivolti alle imprese. Castelfranco nasce come castello-fortezza, ma si sviluppa come snodo commerciale e poi manifatturiero e di servizi. Ci sono migliaia di imprese e di imprenditori dei settori più diversi che hanno bisogno di un punto di riferimento, che non possono essere dirottati solo sulle vie telematiche o verso altri centri della Provincia.

Ora c’è la possibilità di ripartire, di recuperare posti di lavoro: facciamolo, diamo speranza al territorio e alla nostra Città, diamo sostanza alle parole “non lasceremo indietro nessuno”, perché il Primo Maggio torni ad essere una festa. Anche in Municipio.

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