Un Tavolo sempre aperto

Parliamo da mesi delle nuove povertà. E’ stato un tema importante della campagna elettorale perché la pandemia con le sue ondate ha travolto e stravolto le nostre vite. Nei programmi dei diversi partiti il tema era affrontato e pareva che ci fossero consapevolezza e impegno da parte di tutti.

Invece no. Fin dall’insediamento di questa Giunta abbiamo chiesto di creare un tavolo, dei momenti di incontro e di confronto con i gruppi e le istituzioni che raccolgono per primi le istanze del territorio e intervengono spesso in prima battuta per dare le risposte più immediate. Siamo riusciti ad avere il primo incontro solo il 29 dicembre in una Commissione consigliare aperta ad alcune Associazioni rappresentative e abbiamo capito che le necessità e i problemi erano presenti e urgenti. E abbiamo chiesto un impegno altrettanto urgente dell’Amministrazione comunale.

Sono passati tre mesi, il “tavolo” non c’è e siamo in piena seconda ondata. Il territorio chiede, i disagi emergono, le famiglie soffrono e le richieste di aiuto aumentano in maniera significativa. Con questa situazione un Comune non può non considerare l’importanza di un raccordo sistematico con i soggetti che sono quotidianamente sul territorio a raccogliere i segnali di disagio

Il periodo è eccezionale, anche le risposte e le azioni devono essere eccezionali. Il governo ha erogato contributi straordinari e sta facendo “debito buono”. Ai Comuni sono stati erogati sussidi ingenti, anche al nostro, quindi avere un tavolo aperto dove i tanti soggetti istituzionali e associativi possono costantemente segnalare e confrontarsi è di massima utilità.

La prossima settimana la Caritas ha invitato gli Amministratori alla riapertura della Mensa che gestisce, un servizio che in questi mesi ha dovuto chiudere fornendo pasti solo “da asporto” ma che ora può riprendere. Un servizio importante che deve essere fornito in modo sicuro e dignitoso. E se c’è un “tavolo” aperto fra Comune e Associazioni, la presenza degli Amministratori pubblici non si riduce a una “passerella” ma diventa un momento di condivisione e di soddisfazione perché tutti, pubblico e privato, hanno potuto dare il loro contributo.

A questo serve il “Tavolo delle povertà”. A mettere insieme comune, associazioni, parrocchie, terzo settore, forze produttive, forze dell’Ordine, scuola, sanità… il tessuto vivo e vitale della società che della società si prende cura. Non una volta l’anno come detto in Commissione ma una volta al mese, in un tempo di emergenza come questo. Perché mai come oggi abbiamo capito quanto sia importante “prendersi cura” delle persone: perché certe espressioni come “non lasciare indietro nessuno” non siano frasi fatte ma azioni concrete, solide, umane.

Maria Gomierato
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Maria Gomierato

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