Con disciplina e onore, art. 54 della Costituzione

Si è acceso un forte dibattito su stampa e social a proposito di compatibilità o incompatibilità quando una persona ricopre cariche pubbliche e in particolare elettive. Il motivo scatenante, è stato un posto di lavoro in MOM occupato dalla vicesindaco di Castelfranco. Ebbene, a mio avviso, per non buttarla in rissa, quando si rivestono ruoli pubblici nelle Istituzioni la linea guida non può che essere la Costituzione della Repubblica Italiana.

E l’articolo 54 indica questa strada: “(…) I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore (…)”. Ogni cittadino può quindi partecipare alla vita pubblica ma deve anche essere consapevole degli obblighi e dei doveri ai quali non si potrà sottrarre. Ci si assume una responsabilità grande quando si decide di mettersi “a servizio” delle Istituzioni. Potrebbe apparire superfluo affermarlo ma, in questo aspetto fondamentale, è implicita un’etica e – in aggiunta – la necessità di dover rinunciare anche ad interessi personali, pur legittimi.

Platone, già due millenni fa, scriveva così ne “La Repubblica”: “Sarà governato nel modo migliore e più ragionevole quello Stato in cui chi deve governare non ne abbia affatto il desiderio” ma “…si accingerà a governare come a un dovere inevitabile…”.

Un supplemento di riflessione su questo tema può essere utile proprio in questo periodo. A breve si andranno a rinnovare dei Consigli di Amministrazione di Enti o Organi della Pubblica amministrazione. Ci sarà il rinnovo del Consiglio dell’AEEP, la nostra municipalizzata che gestisce un patrimonio di oltre 500 unità immobiliari. Ci sarà il rinnovo della Commissione edilizia che coadiuva l’Ufficio Urbanistica del Comune nella valutazione dei progetti di nuove costruzioni o nelle ristrutturazioni.

Ebbene, chiunque venga eletto o nominato in queste realtà di servizio pubblico, deve essere consapevole che l’articolo 54 della Costituzione lo riguarda in prima persona: non ci potranno essere conflitti d’interesse fra il lavoro o la professione che svolge e l’incarico in questi organismi di interesse pubblico. Si deve prendere atto che se ci sono rapporti professionali con l’Ente pubblico, questi vanno automaticamente a cessare quando si rivestono incarichi di questo tipo. A un professionista può apparire ingiusto, a un lavoratore può apparire comunque legittimo continuare nella propria attività, ma quando si accetta di servire una Istituzione pubblica si deve sapere che alcuni diritti vengono limitati.

Perché a prevalere sono i doveri. Il dovere di operare con la massima obiettività e con il massimo distacco, la necessità che controllato e controllore non siedano dalla stessa parte del tavolo, la consapevolezza che ci sono ragioni etiche che si impongono così come ragioni di opportunità. Perché non ci possano essere dubbi, sospetti, insinuazioni: perché la moglie di Cesare non deve solo essere onesta, deve anche apparire onesta, come insegna la storia di Roma antica.

Maria Gomierato

16 gennaio 2021

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