Nell’ultimo Consiglio Comunale del 22 aprile scorso, tutti i gruppi consigliari, maggioranza e opposizione, hanno votato all’unanimità un ordine del giorno sui congedi parentali, considerati uno strumento per ridurre le diseguaglianze di genere. Abbiamo chiesto al Governo di estendere fino a 40 giorni il congedo di paternità obbligatorio – attualmente per legge soltanto di 10 giorni – e di garantire il 100% della retribuzione per tutto il periodo. Si segnalava inoltre la necessità di emanare tempestivamente i Decreti Attuativi della legge del 7 aprile 2022 – nota anche come “Family act” – che richiede la pubblicazione entro il mese di maggio, pena la decadenza. Dal Decreto legislativo 105/2022 sono trascorsi infatti i due anni concessi per l’attuazione e si rischia di dover ricominciare daccapo.
Un decreto necessario perché la mancanza di questo atto definitivo aggraverebbe una situazione già molto problematica. Dai dati messi a disposizione dall’INPS, e che si riferiscono al 2022, emerge che i benefici del congedo obbligatorio di paternità – 10 giorni retribuiti che sono già legge – sono stati usufruiti in Italia da 173.000 papà, in crescita rispetto al 2021 ma con un numero che comprende solo del 64% degli aventi diritto. Significa che 36 papà ogni 100 non hanno usufruito del periodo obbligatorio di 10 giorni di astensione dal lavoro, retribuito al 100%. E alla domanda sul perché, le risposte maggioritarie sono state: “perché la moglie non lavora” e “perché non ho ritenuto di prenderlo”.
Un fattore che però emerge chiaro dalla ricerca, è che il congedo di paternità è poco conosciuto: solo il 40% dei padri e il 35% delle madri in Italia sa che questo congedo esiste ed è obbligatorio. E solo il 22% sa che ha una durata di 10 giorni. Siamo fra gli ultimi in Europa a godere di questa opportunità, mentre Paesi europei simili a noi come cultura, vedi ad esempio la Spagna, stanno facendo passi da gigante. In quel Paese, ad esempio, i padri e le madri hanno l’obbligo di prendere insieme le prime 6 settimane di congedo e poi devono dividersi altre 10 settimane.
Questi dati dicono che l’approvazione unanime dell’Ordine del Giorno in Consiglio Comunale è stata quanto mai opportuna e che una informazione puntuale e capillare, rivolta a tutti i nuovi genitori, è una assoluta necessità. Auspichiamo perciò che l’Amministrazione di Castelfranco si attivi prontamente su questo fronte, utilizzando – per la comunicazione – ogni canale possibile: dal web, al materiale cartaceo, ai messaggi telefonici, agli incontri mirati. Coinvolgendo i Servizi sociali, le Associazioni del territorio, le scuole, le parrocchie. Comunicare e far conoscere le norme, le leggi, le misure che possono aiutare le famiglie, è un dovere di Amministrazioni pubbliche lungimiranti e inclusive, attente al benessere della popolazione e alla valorizzazione degli uomini e delle donne, vale a dire di tutto il capitale umano della nostra società.
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