Gli “annunci storici” hanno colpito ancora. Ieri con la solita grancassa si è celebrata l’ennesima inaugurazione dell’ennesimo stralcio della SPV che purtroppo, dopo una spesa di 2 miliardi e 300 milioni di euro, non è ancora completa. Diversamente da quanto dichiarato dagli officianti, Presidente Zaia in testa. Perchè la Pedemontana Veneta resta una incompiuta.
Completata è la Superstrada, l’infrastruttura a 4 corsie che attraversa due Province, da Montecchio (VI) a Spresiano (TV), con le sue finiture extra lusso che inorgogliscono i committenti – la Regione e i costruttori – ma che non serve le aree pedemontane come invece dichiarato durante l’inaugurazione.
Zaia proclamava infatti: “Un’infrastruttura costata 2,3 miliardi di euro, che attraversa 36 comuni con 14 caselli, e consentirà di dare una valvola di sfogo a tutto quel tessuto veneto delle imprese e dei lavoratori del territorio bassanese.” E quelli del territorio trevigiano? E dell’alta padovana? Territori che non sono serviti dalla SPV perché mancano le bretelle. Il progetto le prevedeva tutte quando è nato, ed era stato accettato dai sindaci proprio nella logica di servire, con infrastrutture dedicate, il fitto tessuto urbano e produttivo di quest’area del Veneto centrale.
Ma oggi le bretelle non ci sono e Zaia nemmeno le nomina. Le bretelle della Castellana, un’area di 100.000 abitanti con migliaia di imprese, oggi sono le nostre strade comunali e provinciali. Sono quelle che partono dalla Regionale 53, la nostra circonvallazione, con i tir, i bilici, i furgoni e le auto che si incanalano insieme a moto e biciclette verso Godego-Villarazzo, Vallà-Riese, San Floriano-Fanzolo. In una commistione di mezzi locali e di attraversamento che impongono lentezza e prudenza salvo incorrere in rischi e incidenti gravi.
Questa è la situazione, altro che sogni di gloria e di pedaggi milionari. Finora le richieste e le sollecitazioni alla Regione a trazione Zaia non hanno trovato il minimo ascolto. Ordini del giorno in Consiglio Comunale, appelli firmati da Comuni e Province, sollecitazioni delle Associazioni di Categoria che meglio sanno leggere il potenziale del territorio: risposte non ne sono pervenute.
Sarebbe meglio un NO secco: la Regione non ve le farà, le bretelle, ditecelo. E ci spiegate il perché. Noi poi sapremo regolarci. Ma vogliamo risposte, non silenzi, non omissioni, non trionfalismi dove invece servirebbero sincerità e umiltà. Perché chi governa è a servizio dei cittadini e del territorio e a loro deve “rendere conto”. Dire come ha speso i soldi e perché. I soldi che una Amministrazione pubblica spende non sono suoi, sono nostri: di tutti i cittadini, di quelli serviti dalla SPV e di quelli traditi. E noi abbiamo diritto di sapere e di capire. È la base della democrazia.
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