Consiglio Comunale del 25 luglio 2023: il Sindaco Marcon ha chiesto la fiducia “ai suoi” per continuare nel mandato di governo della Città e il gruppo Noi la Civica non ha partecipato al voto. Siamo usciti dall’aula per sottolineare il disagio e i rischi a cui la Città va incontro.
Purtroppo, con questo inedito espediente, tra l’altro non previsto per i Comuni, Marcon aveva posto tutto il Consiglio in una situazione molto imbarazzante: perché, a esprimere un voto di fiducia sul suo mandato e sul programma di coalizione, non poteva che essere la sua maggioranza, non certo le minoranze, semplici spettatori delle dimissioni del 24 giugno. Quando tutta una Città si è trovata di fronte a una vicenda i cui risvolti non sono mai stati chiari né chiariti. Innanzitutto il perché della porta sbattuta, quali cioè le vere ragioni.
Castelfranco è rimasta in bilico per tre settimane fra Commissariamento, elezioni anticipate e ritorno allo status quo. Poi altri 10 giorni per arrivare a un Consiglio Comunale “chiarificatore”. Una prolungata incertezza che sicuramente non ha fatto bene alla Città, perché il “vuoto” blocca tutto.
E va detto che ancora non è dato sapere il perché del ritiro delle improvvise dimissioni. Quali le vere motivazioni di questa inversione a U, perché non si sono create le condizioni che il Sindaco pretendeva per tornare indietro. I tre Consiglieri che lui voleva dimissionari non si sono dimessi e sono rimasti giustamente a rappresentare chi li ha votati, mentre si sono dimessi due Assessori – Guidolin e Pivotti – che sicuramente non erano lì a scaldare la sedia, tutt’altro: almeno venivano in Consiglio e in Commissione preparati e cercavano di dare qualche risposta alle nostre domande di chiarimento o informazione.
Quindi una retromarcia giustificata a nostro avviso solo dalla tardiva consapevolezza di aver commesso uno sbaglio, di non aver calcolato appieno tutte le conseguenze. Il Sindaco di Castelfranco era ed è anche Presidente di una Provincia di 800 mila abitanti che, come il Comune, è rimasta bloccata, in un limbo per un mese intero, senza una ragione plausibile. Una grande responsabilità.
Ed è un azzardo anche calcolare che un solo voto di scarto sia sufficiente per governare altri due anni. Perché i voti “di fiducia“ sono stati solo 12. Nessuno della sua coalizione dovrà assentarsi, nessuno dovrà discostarsi dalla linea decisa dal Sindaco. Con una prospettiva di fedeltà e di obbedienza assoluta. Perché di questo alla fine si tratta, al di là del recupero di democrazia accampato da Marcon. Non sarà per niente facile proseguire nell’azione di governo: nelle dichiarazioni di voto della coalizione i distinguo si sono già percepiti.
La decisione del nostro gruppo di non partecipare al voto, peraltro condivisa dagli altri gruppi di minoranza e dai tre Consiglieri attaccati da Marcon, nasce anche dal rifiuto di avallare prospettive di grande incertezza come queste.
Ci troviamo con un Comune indebolito da una maggioranza fragile e risicata, in un momento in cui ci sarebbe stato bisogno di fare quadrato per rispettare scadenze come quelle del PNRR e onorare impegni sui servizi necessari alla comunità cittadina. Stiamo rischiando una crisi permanente quando avremmo la necessità di essere autorevoli interlocutori per i soggetti pubblici e privati con cui si costruiscono visione, opportunità e futuro. Per la salute, la sicurezza, i collegamenti, la cultura, le scuole, il lavoro… Auguri, Castelfranco!
(Foto La Tribuna: i banchi lasciati vuoti dalle minoranze)
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