USCA non stop

Non ho fatto in tempo a esprimere ai medici dell’Unità Speciale di Continuità Assistenziale tutta la gratitudine e l’apprezzamento per un servizio davvero prezioso nel contesto del contagio da Covid di un famigliare, che ho letto sulla stampa che quel servizio era finito, chiuso, concluso. Dal primo luglio stop alle USCA.

Il 30 giugno, come di consueto, era arrivata la chiamata del medico: era una dottoressa dell’Unità Speciale di Continuità Assistenziale. Ogni giorno chiamavano per sapere come stava la persona contagiata, chiedevano se i sintomi miglioravano, registravano i parametri che comunicavo – temperatura, saturazione, pressione – e si raccomandavano di chiamare immediatamente a uno dei numeri che avevano lasciato qualora ci fossero stati dei problemi. Giovedì, alla chiamata, ho comunicato l’esito negativo del tampone, ho preso atto della conclusione del percorso e ho ringraziato per l’assiduità, la premura, la professionalità. Devo dire che anche il medico di base dà una grande disponibilità ma, in una situazione di isolamento come quella che si vive col Covid, è veramente un conforto, oltre che una tranquillità, sentire che il Servizio Sanitario non abbandona i suoi ammalati.

E invece sì, che li abbandona: in pieno riverbero di pandemia, quando i casi di contagio raddoppiano da un giorno all’altro, questo servizio viene azzerato. C’è un Decreto Nazionale del 24 marzo che aveva disposto la chiusura di questo servizio fondamentale entro 3 mesi, dovendone subentrare un altro di continuità assistenziale territoriale, le UCA. Peccato che questo servizio – in tre mesi – dalla nostra Regione non sia stato ancora organizzato pur avendo, la pandemia, ripreso a galoppare nell’ultimo mese.

Ci saranno state delle difficoltà, ma se tre Regioni – Emilia Romagna, Sardegna e Marche – hanno attivato per tempo una proroga in emergenza, perché la nostra Regione “eccellente” non l’ha fatto? I dati in rapida salita non potevano suggerire un provvedimento straordinario e tempestivo?

Io mi auguro che il presidente Zaia corra ai ripari perché un servizio che funziona bene non può essere interrotto con un salto nel buio. Fra le materie delegate alle Regioni, la più importante è la Sanità, che in Veneto assorbe quasi l’80% del bilancio e nella quale l’autonomia è massima. Vogliamo rispondere con i fatti e non con le parole alle legittime richieste di assistenza e cura dei cittadini? Perché è questa l’Autonomia che vogliamo: quella dei fatti.

Maria Gomierato
Share
Published by
Maria Gomierato

Recent Posts

  • Notizie

Giù il sipario

Stefano Marcon aveva rassegnato le dimissioni il 21 febbraio, l’aveva scritto sui social come oggi…

1 mese ago
  • Notizie

Decadenza e Dimissioni, la strada maestra

In Consiglio Comunale, il 10 febbraio scorso si doveva deliberare sulla decadenza del Sindaco per…

2 mesi ago
  • Notizie

La verità sui conti e le narrazioni della Lega

Anziché rispondere in Consiglio Comunale alle critiche dei Consiglieri Comunali, la Lega preferisce rispondere sui…

3 mesi ago
  • Notizie

Il fossato e i giardini del Castello

Come Gruppo Civico, nel Consiglio Comunale del 25 settembre scorso avevamo preparato delle richieste di…

6 mesi ago
  • Notizie

Nuovo deposito autobus e via Forche

La sicurezza nella viabilità deve essere un tema sempre in agenda e gli approfondimenti, quando…

6 mesi ago
  • Notizie

Uno scrigno prezioso, il Museo Giorgione

Non possiamo avere un Museo unico al mondo dedicato a Giorgione e trascurarlo, facendo mancare…

10 mesi ago

This website uses cookies.